Archivio storico
Archivio storico
Gli Archivi di persona
“[…] Ma lo storico e l’archivista collaborano e si osservano da sempre e così il mondo degli archivi inizia a considerare altri archivi rispetto a quelli interni ad un perimetro consolidato e nuovi soggetti produttori, anche di carattere non istituzionale, che ne erano da sempre ai margini.”
“[…] Si affrontano con sguardo nuovo, maturo e consapevole gli archivi di persona, non più solo gentilizi e nobiliari, ma di gente quasi comune che lavorava e viveva in un tempo vicino al nostro: scrittori, artisti, politici, scienziati.”
Brunetti, 2023
Gli archivi di persona rappresentano una particolare tipologia di archivi privati il cui elemento caratterizzante e unificante è l’individuo che li ha prodotti. Tale peculiarità ne fa dei complessi organici, all’interno dei quali le singole parti acquistano pieno significato. Tra i caratteri distintivi di questi archivi si può segnalare la presenza di: documenti legati al percorso di studi e alla formazione, all’attività professionale e a riconoscimenti ricevuti; documenti relativi alla vita privata e familiare, documentazione amministrativa e, nel caso di persone che abbiano ricoperto importanti cariche pubbliche è possibile vi sia documentazione relativa all’attività istituzionale, ma trattenuta per prassi tra le carte personali (definizione sintetizzata da alcuni interventi disponibili nella letteratura professionale, in particolare: Barrera 2006, Romiti 2008, Raffaeli 2011, Navarrini 2018).
Sono da ritenersi particolari sedimentazioni che rappresentano il soggetto produttore nel corso della propria esistenza, quasi sempre esito della selezione e della conservazione che questo ha fatto delle scritture generate dalla propria attività creativa e dai rapporti con altri soggetti e entità con cui è entrato in relazione. La conservazione e l’ordinamento che in alcuni casi si rilevano, di questi particolari archivi, è principalmente legata a una consapevolezza e utilizzo futuro o per scandire le tappe del proprio percorso lavorativo. Al valore d’uso si affianca quindi, da subito, quello di testimonianza e poi, nel momento della morte, quello di risorsa e di memoria.
I materiali di lavoro si tramutano così in fonti storiche che disegnano il profilo di chi li ha prodotti. Si tratta di materiali sia pubblici sia privati, di carte inedite e di realizzazioni di opere, a volte anche poco conosciute, che rivelano, nella loro complessità, percorsi di vita e di lavoro talvolta non completamente noti e permettono non solo di seguire lo svolgersi del pensiero creativo, ma anche di collocare l’autore nel contesto culturale della sua epoca, attraverso le sue reti di relazioni.
Fonte storica, quindi, e testimonianza di sé, le carte, accumulate volontariamente o meno, soprattutto se ordinate e selezionate dallo stesso soggetto produttore, si presentano come oggetti di studio ma anche come una sorta di autobiografia cartacea.
Per archivi di persona, dunque, sono da intendersi le scritture che il soggetto ha prodotto, ricevuto, acquisito, elaborato e realizzato nel corso della propria esistenza, essenzialmente per fini di auto documentazione.
Si tratta di materiali documentari eterogenei, che si collocano a metà strada tra pubblico e privato: dalle diverse prove di realizzazione delle opere, alle fotografie, ai cataloghi, ai materiali di studio, alla rassegna stampa, alle lettere e ai documenti più prettamente personali.
Tale peculiarità ne fa dei complessi multiformi, all’interno dei quali le singole componenti acquistano pieno significato in un sistema di relazioni articolato e polimorfo, non sempre lineare dal punto di vista strutturale. Per questa loro natura, preliminarmente rispetto alla realizzazione di progetti di intervento, è fondamentale lo studio del soggetto produttore e del suo ambiente, non solo per poter utilizzare gli elementi biografici come elemento di riferimento per la comprensione e l’eventuale ordinamento del fondo, ma anche perché l’archivio stesso diventa fonte per l’integrazione della sua biografia e della bibliografia/repertorio delle opere prodotte
Dall’ archivio di persone all’Archivio della Fondazione Tatarella
La Onlus Fondazione Giuseppe e Salvatore Tatarella è stata costituita a Roma nel 2002 grazie alla donazione, da parte del fondatore Salvatore Tatarella, dell’Archivio e della Biblioteca appartenenti al fratello Giuseppe.
Dopo un lungo periodo di impegno e azioni per lo più in attività di formazione, studio, ricerca e diffusione di informazioni sui temi fondanti dell’istituzione, nel 2018 si susseguono una serie di riconoscimenti che di fatto rappresentano l’avvio per un percorso consapevole per intraprendere azioni scientifiche e continue ai fini della fruizione e valorizzazione del cospicuo patrimonio della Fondazione:
- l’adesione ad AICI (Associazione Istituiti culturali italiani);
- la dichiarazione per la Biblioteca di «eccezionale interesse culturale» e per l’Archivio di «interesse storico particolarmente importante» da parte del Ministero per i Beni e le Attività culturali per il tramite della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Regione Puglia e Basilicata;
- l’iscrizione nell’anagrafe delle Onlus nel settore 7 «Tutela, promozione, valorizzazione delle cose d’interesse artistico e storico di cui alla legge 1°giugno 1939 n.1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963»;
- l’adesione della Regione Puglia alla Fondazione Giuseppe e Salvatore Tatarella Onlus in qualità di socio ordinario, con partecipazione finanziaria annuale.
L’Archivio privato della Fondazione Tatarella
“ Apparentemente disordinato era invece accurato, conservava tutto e aveva una memoria fenomenale. […] Quando si vorrà scrivere più puntualmente la storia della Destra tra il 1950 ed oggi, e non solo della destra, bisognerà dare un’occhiata alle carte di Tatarella, che collezionò tutta una serie di giornali, giornaletti, riviste, rivistine, volantini e manifesti. E lettere, biglietti e bigliettini, spesso autorevolmente firmati, indirizzati a questo politico prematuramente scomparso, che ben si sarebbe cimentato con le novità del ventunesimo secolo”.
Gino Agnese ricorda Giuseppe Tatarella
[Articolo pubblicato su “Il Tempo” il 9 febbraio del ’99, giorno della scomparsa di Pinuccio Tatarella e intitolato Dal suo archivio si ricostruirà la storia della destra.]
L’Archivio Privato della Fondazione, come oggi si presenta, si caratterizza per essere il riflesso del percorso ideologico e politico della destra italiana nel corso dei 60 anni che vanno dalla fondazione del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale nel dicembre del 1946, passando per Alleanza Nazionale (AN) e per il Partito delle Libertà (PdL) fino alla costituzione di Futuro e Libertà (FLI) nel 2010.
In particolare, risulta interessante la peculiarità della sedimentazione dei complessi archivistici: la documentazione conservata, infatti, rappresenta l’evoluzione delle attività politiche e degli interessi culturali di Giuseppe Tatarella, ripresa e portata avanti in continuità fino ai primi anni del nuovo millennio da suo fratello Salvatore, entrambi esponenti di spicco delle diverse formazioni politiche di destra, succedutesi fino alla scomparsa del secondo nel La continuità della documentazione è dovuta alla volontà dei due fratelli di conservare e mantenere vive nel tempo le testimonianze della loro attività politica in rappresentanza dei diversi partiti di destra, piuttosto che a una sedimentazione spontanea di documentazione relativa al funzionamento delle strutture centrali o periferiche di partito, che pure è ben presente nei complessi archivistici
Il progetto di riordino, inventariazione e valorizzazione dell’Archivio della Fondazione Tatarella
I DOCUMENTI
A partire dal 2020 la Fondazione avvia un percorso per il riordinamento e la valorizzazione dell’Archivio privato, grazie alla concessione di contributi ai sensi delle procedure previste dalla Direzione Generale Archivi Servizio II – Patrimonio Archivistico in merito all’assegnazione di Contributi a progetti per interventi su archivi dei movimenti politici e degli organismi di rappresentanza dei lavoratori (art. 1, comma 342 Legge 27 dicembre 2017, n. 205).
Il primo intervento è stato dedicato all’analisi e alla ricognizione analitica di tutta la documentazione archivistica presente presso la sede di conservazione, che si presentava allo stato dell’arte in parte condizionata in buste in seguito a un tentativo di organizzazione a opera del soggetto conservatore, in parte, imballata in 72 cartoni senza alcun condizionamento né ricognizione del contenuto.
Sono state svolte le seguenti attività:
- studio e analisi dei soggetti produttori;
- identificazione dei fondi e redazione Struttura Archivio;
- riordino della documentazione già condizionata;
- condizionamento della documentazione sparsa e collocata in scatoloni;
- schedatura analitica dei fondi riordinati;
- redazione Elenchi di consistenza serie Dossier tematico e Rassegna stampa;
- identificazione e digitalizzazione della documentazione più antica presente nei fondi e nei subfondi;
- progettazione e realizzazione di tracciato di metadati in formato open (xls e csv) conforme alle ontologie del SAN e alle prescrizioni del progetto nazionale dati.gov.it;
- indicizzazione in open data delle serie digitalizzate.
La mole rilevante della documentazione ha fatto sì che si procedesse alla descrizione analitica per una minima parte del complesso archivistico. Pertanto, ai fini di favorire la conoscenza e una prima valorizzazione dei materiali documentali conservati nell’Archivio, in accordo con il soggetto conservatore e con la competente Soprintendenza Archivistica si è deciso di focalizzare il primo intervento sulla schedatura analitica per unità archivistiche della documentazione che, dal controllo diretto delle carte, è risultata maggiormente rappresentativa della storia della destra nazionale nella seconda metà del Novecento.
Gran parte della documentazione è riconducibile all’attività svolta a livello territoriale dalla Federazione Provinciale di Bari. In particolare, dall’analisi di dettaglio delle carte della Federazione Provinciale di Bari è risultato che, a decorrere dal 1976 e fino alla transizione del MSI in AN nel 1995, la sezione prese la denominazione ufficiale di “MSI-DN – Federazione Provinciale “On. Antonio Messeni Nemagna”. L’attività politica rilevabile dalle carte di Giuseppe e Salvatore è prevalentemente legata ai partiti che di volta in volta si sono rappresentati nei loro impegni istituzionali internazionali, nazionali e territoriali.
L’analisi della serie Rassegna Stampa dei due fondi di Giuseppe e Salvatore Tatarella ha evidenziato l’ampia presenza anche in queste serie di risorse che riflettono l’attività politica dei due fratelli, in particolare di Giuseppe.
Basti pensare al Fondo Giuseppe Tatarella e alla sua Raccolta di articoli organizzata in ordine alfabetico per argomenti in oltre 150 buste. Nel dossier, Giuseppe ha raccolto scrupolosamente documentazione a stampa tratta da quotidiani e riviste dalla fine degli anni ‘40 fino al 1998, relativa ai più disparati campi del sapere (politica non solo di destra, economia, commercio, socialità, sanità, cultura, musica, spettacolo, arte, attualità).
“[…]Prende forma poco a poco una nuova idea di archivio, [Archivio multitipologico] un archivio “allargato”, ossia una speciale conformazione in cui sono presenti insieme testi scritti e documenti di altro tipo.”
Brunetti, 2023
A seguire negli interventi successivi si è proceduto a:
- schedatura analitica di unità archivistiche, in particolare afferenti al Fondo Giuseppe Tatarella – Serie Rassegna Stampa e al Fondo Salvatore Tatarella, riordino e redazione inventari;
- Schedatura di Manifesti;
- Schedatura dell’archivio fotografico;
- Schedatura e catalogazione dell’Emeroteca annessa all’Archivio.
I MANIFESTI
I manifesti conservati nell’Archivio della Fondazione Tatarella costituiscono una serie documentaria di grande valore, e più di altre tipologie documentarie sono soggette ad usura a causa delle loro dimensioni e della fragilità del loro supporto, in questo caso anche per la modalità di conservazione (piegati e stipati in faldoni). La qualità della carta su cui sono stampati è infatti spesso scadente perché scopo del manifesto era, ed è tuttora, quello di comunicare un messaggio la cui validità spesso si esaurisce nel breve lasso di tempo. Di qui la necessità della digitalizzazione. Bisogna aggiungere che i soggetti che hanno prodotto manifesti politici, soprattutto in tempi di importanti sommovimenti sociali, di solito non avevano in mente la loro conservazione per il futuro, né il valore di testimonianza storica che essi potenzialmente potevano rappresentare. Questo valore lo si scopre solo in seguito, quando guardando indietro nel tempo gli stessi soggetti autori di quei documenti non esistono più, sono scomparsi dalla scena politica e solo a quel punto coloro che se ne considerano gli eredi e si pongono nel solco di quella tradizione politica comprendono l’importanza di conservare le testimonianze del loro passato. I manifesti, opportunamente selezionati, sono stati sottoposti a schedatura, riordinamento e digitalizzazione secondo gli standard previsti, che permetterà agli studiosi e alle diverse comunità di utenti interessati all’argomento di approfondire anche le forme di comunicazione politica in uso in special modo nel secolo scorso, e non solo.
LE FOTOGRAFIE
Del patrimonio documentale della Fondazione fa parte anche un rilevante fondo fotografico, che risultava conservato ancora in cartoni prima dell’intervento di fruizione e valorizzazione. Il fondo è stato sottoposto ad un’accurata analisi e studio preliminare, volto soprattutto a verificare l’integrazione e la correlazione di questo materiale con la documentazione cartacea e in generale con la struttura archivistica così come delineata a seguito del primo intervento. Successivamente alla fase di analisi e studio, si è proceduto alla schedatura preliminare dei materiali fotografici e alla digitalizzazione, al fine di approntare questo fondo per la successiva attività di valorizzazione che lo renderà fruibile agli studiosi e alle diverse comunità di utenti.
I PERIODICI
Un’ altra peculiarità del patrimonio documentario della Fondazione Tatarella riguarda il cospicuo Fondo Emeroteca, costituito da oltre 370 testate che coprono un arco cronologico compreso dal 1879 sino al 1997, oltre al cospicuo numero di periodici allegati al carteggio già riordinato ed inventariato dell’Archivio Tatarella. La necessità e l’urgenza di programmare un intervento composito e completo sull’Emeroteca deriva proprio da quanto emerso durante i lavori archivistici, nelle fasi di riordino e schedatura, dalla verifica della presenza in SBN e in vari Opac delle descrizioni bibliografiche dei materiali trovati e delle relative annotazioni di possesso e consistenza, anche a seguito di un primo intervento eseguito nel 2022 con la redazione di schedoni amministrativi per 180 periodici. È importante perché non si è mai fatto prima qualcosa del genere in un luogo così prestigioso e lo è perché ben descrive la vivacità e la capacità di analizzare il presente e i suoi linguaggi da una parte della politica italiana, quella definita “di destra”, spesso tenuta ai margini o non analizzata con la dovuta attenzione. Quando si realizza qualche cosa di nuovo, qualche cosa di mai fatto prima, si è pionieri e lo si è perché si ha un’idea, un sogno, una prospettiva e anche la capacità e la caparbietà di realizzarla. Un’azione “storica” quella di valorizzare un Fondo come quello dell’Emeroteca della Fondazione Tatarella, non solo perché riguarda dei periodi di storia passati ma anche per l’importanza che ha inserire nel “catalogo culturale” l’impegno, l’ingegno e il messaggio che riviste, libri e iniziative realizzate dal Movimento sociale italiano, da centri studi, da redazioni o da singoli intellettuali e giornalisti, a vario titolo identificabili con la Destra, hanno contribuito a portare nel dibattito dell’Italia repubblicana. La finalità delle presente attività riguarda la predisposizione di tutti gli strumenti per la fruizione e promozione dell’Emeroteca, portando così a compimento l’azione di valorizzazione per tutto il patrimonio bibliografico e documentario raccolto e custodito dalla Fondazione Tatarella.
L’ARCHIVIO
Storia archivistica
Sebbene vi siano da compiere ancora piccole operazioni di schedatura e di riordinamento di altri documenti conservati, è possibile affermare che l’Archivio della Fondazione si compone tre fondi principali con le relative sezioni.
L’ordinamento attuale scaturisce al termine di interventi archivistici di selezione e schedatura che hanno interessato l’intero patrimonio documentario presente presso la sede della Fondazione.
La situazione di partenza presentava documentazione afferente ai partiti della Destra che hanno operato in Puglia dal 1947 in avanti che si mescolava con l’archivio di Giuseppe Tatarella e con quello del fratello Salvatore. Sfortunatamente non esisteva alcun strumento di ricerca, né elenchi parziali. Scaffali, armadi e scatoloni erano dislocati nei diversi ambienti della sede e le carte erano disseminate in maniera sparsa ed eterogenea. Le due stanze adibite principalmente ad archivio si trovavano in evidente stato di disordine e risalire al soggetto produttore non era un’operazione sempre immediata: per i faldoni le indicazioni apposte sul dorso spesso non erano spesso esaustive e per le carte sfuse divise tra scrivanie e scatole era necessaria una analisi approfondita. La documentazione più antica afferente al MSI-DN si presentava in ottimo stato di conservazione e, almeno a prima vista, ben ordinata perché il carteggio era racchiuso in faldoni grigi contrassegnati sul dorso da etichette esplicative ed i fascicoli interni erano dotati di un titolo ma non di un indice di classificazione.
Le archiviste hanno iniziato con l’analisi e la schedatura di questo carteggio, successivamente hanno proceduto con l’individuazione, la selezione e la schedatura di atti diversi rinvenuti all’interno della sede durante i vari interventi archivistici. Dopo aver terminato la selezione dell’intero patrimonio archivistico conservato nella Fondazione Tatarella, è stato possibile completare il riordinamento del fondo Partiti della Destra in Puglia.
Quando la sedimentazione delle carte appariva chiaramente come il risultato della volontà di attribuire una forma ed un ordine precisi all’archivio si è scelto di rispettare rigorosamente l’assetto originario, non alterando nemmeno l’ordine dei fascicoli all’interno di faldoni, e mantenendo talvolta anche la sequenza ben definita di questi ultimi. Considerando inoltre che i documenti afferivano alla gestione di segreterie di partito (Federazione provinciale e Coordinamento regionale), nel caso di materiale in disordine, si sono individuati il soggetto produttore e le aree di partito che potessero descrivere al meglio la tipologia della documentazione conservata. In tal modo si sono individuate serie e sottoserie archivistiche riconducibili alle specifiche attività dei Partiti.
Al termine del lavoro, scegliendo di mettere in luce le evoluzioni storiche dei partiti, si è giunti ad articolare il fondo in cinque serie archivistiche:
- Movimento Sociale Italiano (1947-1950)
- MSI-DN/Alleanza Nazionale- Federazione Provinciale di Bari (1948-2009)
- Alleanza Nazionale – Coordinamento regionale (1996-2008)
- Popolo delle Libertà (1996-2009)
- Futuro e Libertà (2010-2015).
Gli esordi del Movimento Sociale Italiano in Puglia sono descritti nelle unità archivistiche acquisite da Giuseppe Tatarella dall’archivio privato dell’Ispettore di Puglia e Lucania per il MSI, il prof. Vincenzo Maselli Campagna.
Il corpus preminente del fondo è quello della Federazione Provinciale di Bari, prima per il MSI-DN e poi per AN. Per evidenziare le principali attività del partito politico, è stato necessario suddividere la documentazione in dieci sottoserie.
L’azione di Alleanza Nazionale in Puglia trova testimonianze negli atti prodotti dal Coordinamento regionale e pertanto si è ritenuto corretto isolarli per lasciare una traccia della suddivisione delle competenze all’interno del partito.
Le ultime due serie tracciano frammenti dell’esperienza pugliese in merito ai progetti del Popolo delle Libertà e di Futuro e Libertà.
Il materiale è stato totalmente ricondizionato e conservato in buste idonee alla conservazione, lasciando all’interno anche l’etichetta originale della busta sostituita. Sul dorso di ogni busta è stato riportato il titolo originale o in alternativa quello attribuito.
L’inventario prodotto è suddiviso secondo la struttura del fondo, in serie e sottoserie contraddistinte da un numero ed un titolo.
I contenitori sono rappresentati con un titolo originale o, laddove assente, con un titolo attribuito fra parentesi quadre, con la lettera “b. “ (busta) ed il numero assegnato in maniera progressiva. La numerazione riparte al cambio di serie o sottoserie.
Ogni unità archivistica (fascicolo) viene rappresentata da:
- un numero di unità assegnato con l’ordinamento (la numerazione riparte al cambio di busta);
- estremi cronologici (tra parentesi quadre eventuali date ricostruite);
- titolo originale o attribuito (tra parentesi quadre);
- descrizione archivistica;
- eventuale presenza di carte particolari o altre note.
Il Fondo Giuseppe Tatarella è stato organizzato seguendo un criterio eminentemente funzionale e cronologico, con particolare attenzione alla ricostruzione dell’attività politica, istituzionale ed editoriale del soggetto produttore. La struttura dell’inventario rispecchia la provenienza e la natura della documentazione, nel rispetto del principio archivistico di vincolo originario (respect des fonds) e del principio della permanenza dell’ordine originario, laddove ricostruibile. Il fondo è suddiviso in sottoserie finalizzate a evidenziare i diversi ambiti di attività e di produzione documentaria.
Il Fondo Salvatore Tatarella è stato organizzato seguendo un criterio eminentemente funzionale e cronologico, con particolare attenzione alla ricostruzione dell’attività politica, istituzionale ed editoriale del soggetto produttore. La struttura dell’inventario rispecchia la provenienza e la natura della documentazione, nel rispetto del principio archivistico di vincolo originario (respect des fonds) e del principio della permanenza dell’ordine originario, laddove ricostruibile. L’approccio metodologico adottato per il fondo mira alla valorizzazione dell’attività politico-istituzionale di Salvatore Tatarella, privilegiando la ricostruzione del nesso tra contesto storico, funzioni esercitate e documentazione prodotta. La suddivisione tematica consente un utilizzo agevole delle carte sia per finalità storiche e biografiche sia per analisi istituzionali e politologiche. Il fondo risulta pertanto strutturato secondo un modello integrato, che coniuga il rispetto della provenienza con esigenze di fruibilità scientifica.
STRUTTURA FONDI
1) Fondo Partiti della Destra in Puglia (MSI-DN/AN Federazione provinciale e regionale, Partito delle Libertà, Futuro e Libertà)
Sezione Carteggio
Sezione Manifesti
Fondo Partiti della Destra in Puglia – Sezione Carteggio (1947-2015)
1.1 Movimento Sociale Italiano
1.1.1 “Archivio Vincenzo Maselli Campagna-Ispettore per le Puglie” 1947 1950 fascc. 12 in b. 1
1.2 Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale/Alleanza Nazionale-
Federazione Provinciale di Bari
1.2.1 Attività di partito 1948 2008 fascc. 399 in bb. 51
1.2.2 Circoli territoriali 1983 2009 fascc. 239 in bb. 28
1.2.3 Gruppi giovanili 1954 2008 fascc. 31 in bb. 6
1.2.4 Tesseramento 1969 2008 fascc. 969 in bb. 47
1.2.5 Congressi e manifestazioni 1954 2009 fascc. 143 in bb. 19
1.2.6 Elezioni 1946 2009 fascc. 405 in bb. 72
1.2.7 Indirizzi 1980 2007 fascc. 23 in bb. 8
1.2.8 Propaganda 1940 1998 fascc. 79 in bb. 10
1.2.9 Rassegna stampa 1946 2003 fascc. 127 in bb. 17
1.2.10 Contabilità 1987 2003 fascc. 17 in bb. 8
1.3 Alleanza Nazionale – Coordinamento regionale
1.3.1 Attività e corrispondenza 1996 2005 fascc. 148 in bb. 10
1.3.2 Congressi e manifestazioni 1999 2008 fascc. 40 in bb. 5
1.4 Popolo delle Libertà
1.4.1 Attività e corrispondenza 1996 2009 fascc. 7 in bb. 3
1.5 Futuro e Libertà
1.5.1 Attività e corrispondenza 2010 2015 fascc. 28 in bb. 7
2) Fondo Giuseppe Tatarella
Sezione Carteggio
Sezione fotografica
1 Sezione Carteggio (1946-1999)
1.1 Attività di partito 1953 1997 fascc. 14 in bb. 3
1.2 Attività istituzionale
1.2.1 Comitato Servizi Segreti 1986 1988 fasc. 1 in b. 1
1.2.2 Ministero delle Poste e Telecomunicazioni e Vice Presidenza del Consiglio dei Ministri 1992 1998 fascc. 68 in bb. 10
1.2.3 Interventi e proposte di legge 1964 1995 fascc. 47 in bb. 4
1.2.4 Assessorato alla Cultura del Comune di Bari 1994 1998 fascc. 18 in bb. 18
1.3 Attività giornalistica ed editoriale 1962 1998 fascc. 86 in bb. 15
1.4 Rassegna stampa
1.4.1 Raccolta di articoli con citazioni personali 1952 1999 bb. 15
1.4.2 Raccolta di articoli e ritagli stampa sull’attività politica 1959 1994 bb. 7
1.4.3 Raccolta di articoli organizzata per temi ab origine 1946 1999 bb. 144
1.4.4 Raccolta di articoli per temi 1960 1998 bb. 9
1.4.5 Fascicoli per personaggi e temi politici 1949 1995 bb. 11
1.4.6 Fascicoli organizzati in ordine alfabetico 1959 1998 bb. 8
1.4.7 Raccolta di articoli da “registrare (R)” 1959 1994 bb. 7
3) Fondo Salvatore Tatarella
Sezione Carteggio
Sezione fotografica
Attività di partito ed istituzionale, articolata in sottounità che scandiscono l’evoluzione del percorso politico di Tatarella:
-
- 3.1.1 Iscrizione al partito e associazioni giovanili (bb. 2): documentazione sulle prime fasi dell’impegno politico, con riferimento a interventi specifici (es. intervento 2020).
- 3.1.2 Comune di Cerignola (bb. 43): materiale relativo all’attività amministrativa, compreso il mandato da Sindaco. Questa parte si suddivide in: Delibere Cerignola (bb. 26), Cerignola (bb. 7), Segreteria Sindaco Cerignola (b.10)
- 3.1.3 Regione Puglia (bb. 7): documentazione sull’esperienza da consigliere regionale.
- 3.1.4 Comune di Bari (bb. 19): atti inerenti alla funzione di consigliere e vicesindaco.
- 3.1.5 Parlamento Europeo (bb. 11, intervento 2020): carte relative ai mandati parlamentari europei, con integrazioni successive.
- 3.1.6 Camera dei Deputati (bb. 32): documentazione relativa all’attività quale deputato della Repubblica.
- 3.1.7 Miscellanea (bb. 15): documentazione eterogenea utilizzata a fini operativi.
- 3.2 – Attività giornalistica ed editoriale (bb. 6, intervento 2020): materiali relativi all’impegno pubblicistico, con indicazione di successivi interventi ordinativi.
- 3.3 – Citazioni personali (bb. 6): rassegna di giudizi, riconoscimenti e riferimenti biografici.
- 3.4 – Rassegna Stampa (bb. 86): documentazione preparatoria, bozze, appunti e materiali operativi.
Gli archivi sono figli del presente, non solo di quello
che li ha generati, ma anche di quello che li interroga
per riordinarli e utilizzarli e oggi gli archivi vengono
percepiti come l’insieme di nuove fenomenologie
documentarie e sono diventati patrimonio di ambiti
disciplinari multipli che stimolano gli archivisti a
dilatare il proprio campo d’azione.
D. Brunetti, 2023
LA DIGITALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO DOCUMENTALE DELLA FONDAZIONE TATARELLA: UN ECOSISTEMA DIGITALE PER LA STORIA POLITICA DEL NOVECENTO
Unicità e Valore di un Patrimonio Nazionale
Il patrimonio culturale documentale conservato dalla Fondazione Tatarella si configura come un vero e proprio unicum nel panorama nazionale degli istituti deputati alla conservazione degli archivi del Novecento. Questa unicità non risiede esclusivamente nella natura e nella rilevanza della documentazione archivistica in sé, ma nella sua straordinaria articolazione e complementarità. L’Archivio non custodisce soltanto carte, ma un ecosistema storico integrato e multiforme, composto da fondi documentari, subfondi, una ricchissima collezione di manifesti politici e un altrettanto significativo corpus fotografico. Questi diversi complessi documentali non sono entità separate, ma intrattengono legami organici e relazioni profonde, riflettendo le interconnessioni della vita politica stessa. Insieme, essi compongono un quadro storico, culturale e concettuale pressoché completo sulla storia della destra italiana dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, colta non in modo isolato, ma nelle sue dinamiche interne, nelle sue evoluzioni ideologiche e organizzative, e nelle sue incessanti interazioni con le altre forze politiche e con i mutevoli contesti nazionali e internazionali. Questo approccio sistemico fa dell’Archivio Tatarella un laboratorio di ricerca insostituibile per comprendere non solo una specifica area politica, ma l’intera dialettica democratica dell’Italia repubblicana.
La Strategia di Digitalizzazione: Dalle Carte all’Ecosistema Digitale
Consapevole di questa portata storica, la Fondazione ha intrapreso un articolato e metodologico percorso di digitalizzazione, concepito non come una mera riproduzione su supporto digitale, ma come un processo di valorizzazione integrale finalizzato all’ampliamento dell’accesso e alla creazione di nuove possibilità di ricerca. La strategia è stata improntata a criteri di gradualità e coerenza scientifica.
Nella prima fase, l’intervento si è concentrato sull’identificazione, selezione e digitalizzazione della documentazione più antica e, per sua natura, più fragile presente nei vari fondi. Questo corpus è stato individuato come il nucleo originario da sottoporre a digitalizzazione e metadatazione, al fine di gettare le basi tecniche e metodologiche per un successivo ampliamento del progetto. Le attività sono state condotte con rigore, seguendo un preciso protocollo:
• Progettazione ed esecuzione della digitalizzazione: eseguita con scanner planetari e a lettura diretta, in grado di garantire altissima fedeltà cromatica e risoluzione, nel massimo rispetto della conservazione degli originali.
• Definizione di un tracciato di metadati open: è stato progettato e realizzato uno schema di descrizione in formati aperti (XLS e CSV), strutturalmente conforme alle prescrizioni del progetto nazionale dati.gov.it per la pubblicazione dei dati del patrimonio culturale. Questo tracciato, flessibile e interoperabile, permette anche l’estrazione del formato archivistico standard METS-SAN, garantendo così la piena compatibilità con i sistemi bibliotecari e archivistici nazionali.
• Indicizzazione in open data: i documenti digitalizzati sono stati correlati a dataset descrittivi pubblicati come open data, rendendo le informazioni non solo accessibili ma anche riutilizzabili dalla comunità di ricerca e dal pubblico secondo i principi dell’open science.
Gli oggetti digitali prodotti (file immagine in formato TIFF master e JPEG derivate per la consultazione) presentano una nomenclatura dei file progettata in modo intelligente e sistematico. Tale nomenclatura non è casuale, ma è stata studiata per mappare automaticamente e in modo univoco ogni singola immagine digitale alle corrispondenti informazioni descrittive contenute nei dataset di metadati. Questo accorgimento tecnico, fondamentale, garantisce il rispetto e la preservazione digitale delle relazioni e dei legami archivistici originari, trasferendo nel dominio digitale la struttura logica dell’archivio fisico.
L’Ampliamento del Progetto: Fotografie, Manifesti e l’Integrazione dei Complessi Documentali
Il successo della prima fase ha consentito di avviare una seconda, cruciale, campagna di digitalizzazione. Questa ha avuto un duplice obiettivo: da un lato, valorizzare ulteriori e ampie porzioni dei fondi archivistici non trattate in precedenza; dall’altro, e soprattutto, estendere sistematicamente il processo alle collezioni speciali dei manifesti e delle fotografie. L’intervento su questi materiali è stato condotto con la stessa attenzione agli standard, identificando e selezionando le risorse visive in stretta correlazione concettuale con la documentazione archivistica già digitalizzata. Il vero salto qualitativo è stato reso possibile dall’impiego di metadati relazionali. Grazie a questa tecnologia descrittiva, le risorse digitali relative a un manifesto, a una fotografia di un comizio e a un documento d’archivio che tratta dello stesso evento non sono più elementi isolati, ma diventano nodi interconnessi di una rete digitale. In questo modo, è possibile ricomporre digitalmente insiemi documentali che nella realtà fisica sono conservati in serie separate, offrendo all’utente una visione olistica e contestuale degli eventi e dei fenomeni storici, e moltiplicando esponenzialmente le possibilità di ricerca e scoperta.
La Digital Library “Open Memory”: Uno Strumento User-Centered per la Ricerca e la Valorizzazione
Per valorizzare al meglio questa ingente massa di risorse digitali (oltre 130.000 immagini relative a circa 70.000 documenti) e la ricca metadatazione in open data, è stato necessario superare la semplice pubblicazione di file su un server. Si è dunque progettata e realizzata una digital library (DL) in formato open e conforme alle norme nazionali. Il percorso di sviluppo della DL è stato esso stesso evolutivo e partecipativo.
Una prima versione beta, denominata “Open Memory Apulia” (www.openmemoryapulia.it), è stata rilasciata come ambiente di test. In questa piattaforma sono stati pubblicati i dataset nella loro forma originaria (XLS/CSV), con l’obiettivo esplicito di valutarne il potenziale di interazione e fruizione da parte di comunità di utenti allargate, non necessariamente composte da storici o archivisti specializzati. Dopo oltre un anno di osservazione e feedback, la DL è stata completamente reimplementata nella versione attuale, “Open Memory” (www.openmemory.eu).
Questa nuova piattaforma integra funzionalità di interrogazione molto più avanzate e aggiornate, di tipo user-centered. Il sistema, infatti, consente di puntare alle risorse con accessi semplificati e, soprattutto, offre filtri dinamici che riducono il “rumore” dei risultati in tempo reale. Nel momento stesso in cui un utente digita una parola chiave nel campo di ricerca libera (“search”), l’interfaccia propone automaticamente filtri contestuali per tipologia di documento (fotografia, manifesto, documento cartaceo, ecc.), per data, per fondo di appartenenza, per soggetto. Ciò rende l’esplorazione del patrimonio agile, intuitiva e efficace, abbattendo le barriere tecniche e favorendo l’interazione da parte di pubblici diversificati: studenti, curiosi, giornalisti, cittadini, oltre che ricercatori accademici.
Open Memory come Ecosistema Dinamico e Integrato
“Open Memory” non è dunque solo un repository di file, ma l’ambiente di valorizzazione unificato e dinamico per tutte le raccolte dell’Archivio, sia quelle già digitalizzate nel corso degli anni, sia quelle in fase di trattamento. Il modello di metadatazione relazionale fa sì che l’intero archivio si configuri digitalmente come un ecosistema di risorse interconnesse da relazioni concettuali, tematiche e nominali. In questa prospettiva integrata, anche materiali come la poderosa Rassegna Stampa organizzata da Giuseppe Tatarella acquistano un’importanza pari a quella delle carte d’archivio, essendo in grandissima parte speculari a queste ultime e alle serie fotografiche e dei manifesti.
Le risorse digitali in open data si interconnettono grazie ai metadati che, indicizzando e clusterizzando descrittori comuni presenti in serie differenti, consentono di interrogare i contenuti per tematiche trasversali, per onomastica o per parole chiave ricorrenti. In questo modo, una singola ricerca su un evento politico degli anni ’70 può recuperare in un colpo solo: il comunicato stampa del partito (documento cartaceo), le foto della manifestazione (serie fotografica), la locandina che la pubblicizzava (collezione manifesti) e i ritagli di giornale che ne diedero notizia (rassegna stampa). L’utente ha così a disposizione un dossier digitale completo, ricostruito automaticamente dal sistema, che gli permette di analizzare l’evento da molteplici punti di vista e attraverso diverse fonti primarie.
Conclusione: Un Archivio per il Futuro
Il progetto di digitalizzazione della Fondazione Tatarella, con il suo approccio metodologico rigoroso, l’adozione di standard aperti e interoperabili, e la creazione della piattaforma “Open Memory”, rappresenta un modello avanzato di gestione e valorizzazione del patrimonio documentario contemporaneo. Oltre 130.000 immagini digitali, rappresentative di un archivio di immenso valore per la storia politica italiana, non sono più confinate alla consultazione in sede, ma sono divenute un bene comune accessibile globalmente. Questo ecosistema digitale interattivo non solo preserva la memoria, ma la rende viva, interrogabile e fruibile in modi nuovi, promettendo di arricchire significativamente gli studi storici e di offrire a tutti i cittadini gli strumenti per una comprensione più approfondita e articolata delle radici e delle dinamiche della democrazia italiana.
- Unicità del Patrimonio:
- L’Archivio è un unicum nazionale per lo studio della destra italiana post-bellica.
- Custodisce un ecosistema documentale integrato: carte d’archivio, manifesti e fotografie.
- Le diverse tipologie di documenti sono interconnesse, offrendo una visione complessiva delle dinamiche politiche e delle interazioni con le altre forze politiche.
- Strategia di Digitalizzazione (Fasi e Metodologia):
- Approccio graduale: Partenza dalla documentazione più antica e fragile.
- Attività fondamentali eseguite:
- Progettazione ed esecuzione delle scansioni.
- Creazione di un tracciato di metadati in formato aperto (XLS/CSV), conforme agli standard nazionali (dati.gov.it) e convertibile in METS-SAN.
- Indicizzazione dei documenti digitalizzati tramite dataset in open data.
- Standard tecnici rigorosi: Formati immagine e nomenclatura dei file progettati per mappare automaticamente gli oggetti digitali ai relativi metadati, preservando le relazioni archivistiche.
- Ampliamento e Integrazione dei Complessi Documentali:
- Seconda fase estesa ad altri fondi archivistici e, soprattutto, alle collezioni di manifesti e fotografie.
- Utilizzo di metadati relazionali per collegare digitalmente risorse di tipo diverso (es. un manifesto, una foto e un documento sullo stesso evento).
- Ricomposizione digitale di insiemi documentali fisicamente separati, arricchendo il contesto a disposizione dei ricercatori.
- La Digital Library “Open Memory” (Piattaforma di Valorizzazione User-Centered):
- Sviluppo evolutivo:
- Prima versione beta: Open Memory Apulia, per testare l’interazione con utenti non specializzati.
- Versione finale: Open Memory (www.openmemory.eu), con funzionalità avanzate.
- Caratteristiche chiave della piattaforma:
- Interfaccia user-centered con ricerca semplificata.
- Filtri dinamici che affinano i risultati in tempo reale, riducendo il “rumore” informativo.
- Accesso agile e intuitivo per diverse comunità di utenti.
- Sviluppo evolutivo:
- L’Archivio come Ecosistema Digitale Dinamico:
- Open Memory è l’ambiente unificato per tutte le raccolte digitalizzate.
- I metadati relazionali creano una rete di connessioni concettuali tra tutte le risorse (carte, stampa, foto, manifesti).
- Una singola ricerca restituisce un dossier digitale completo, aggregando automaticamente tutte le tipologie di documenti relative a un tema, nome o evento specifico.
- Risultato Quantitativo e Valore:
- Oltre 130.000 immagini digitalizzate, relative a circa 70.000 documenti.
- Il progetto garantisce la preservazione e amplifica l’accesso a un archivio essenziale per la storia politica italiana del secondo Novecento, trasformandolo in un bene comune interrogabile in modo innovativo.
FOTOGRAFIE
MANIFESTI
VOLANTINI




