News

News

Comments Box SVG iconsUsed for the like, share, comment, and reaction icons

"Un sospetto ha preso sempre più corpo in questi ultimi anni. Mentre la 'transizione' diventava lo stato permanente in cui sistema politico e società continuavano ad avvitarsi, il Paese veniva abbandonato a se stesso dalla sua classe dirigente. Quasi in una riedizione continuata dell'8 settembre 1943, per tutti gli anni Novanta, proprio mentre la società era sottoposta dall'impatto della globalizzazione a una serie di shock tutt'altro che lievi e il tasso di crescita dell'economia italiana diventava il più basso del dopoguerra, la classe dirigente ha riscoperto il 'tutti a casa'. Ha cioè sostanzialmente rifiutato di assumersi la responsabilità, anche quando ne abbia percepito la privilegiata opportunità, di orientare un cambiamento al cui confronto il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica risultava per il Paese una preoccupazione certamente minore, poco più che un'adeguamento tecnico".
.
.
.
.
.
#ilLibrodiOggi #BibliotecaTatarella #Ornaghi
... See MoreSee Less

19 hours ago
Un sospetto ha preso sempre più corpo in questi ultimi anni. Mentre la transizione diventava lo stato permanente in cui sistema politico e società continuavano ad avvitarsi, il Paese veniva abbandonato a se stesso dalla sua classe dirigente. Quasi in una riedizione continuata dell8 settembre 1943, per tutti gli anni Novanta, proprio mentre la società era sottoposta dallimpatto della globalizzazione a una serie di shock tuttaltro che lievi e il tasso di crescita delleconomia italiana diventava il più basso del dopoguerra, la classe dirigente ha riscoperto il tutti a casa. Ha cioè sostanzialmente rifiutato di assumersi la responsabilità, anche quando ne abbia percepito la privilegiata opportunità, di orientare un cambiamento al cui confronto il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica risultava per il Paese una preoccupazione certamente minore, poco più che unadeguamento tecnico.
.
.
.
.
.
#ilLibrodiOggi #BibliotecaTatarella #Ornaghi

Su “Il Resto del Carlino” di oggi è stata pubblicata un' intervista al Presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei in cui spiega alcune delle proposte che porterà avanti nel Comitato scientifico sul futuro dell’Europa. ... See MoreSee Less

2 days ago
Su “Il Resto del Carlino” di oggi è stata pubblicata un intervista al Presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei in cui spiega alcune delle proposte che porterà avanti nel Comitato scientifico sul futuro dell’Europa.

IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE TATARELLA FRANCESCO GIUBILEI NOMINATO NEL COMITATO SCIENTIFICO PER IL FUTURO DELL'EUROPA DEL GOVERNO ITALIANO

Francesco Giubilei, presidente della Fondazione Tatarella e professore incaricato esterno dell'Università G. Fortunato di Benevento, è stato nominato componente del “Comitato Scientifico per il futuro dell’Europa” istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero degli Esteri del governo italiano.
Il Comitato è costituito da 35 esperti che coordinano la partecipazione dell'Italia alla Conferenza sul futuro dell'Europa e lavora di concerno al Ministero degli Esteri e della cooperazione internazionale e con il sottosegretario di Stato per gli Affari Europei con l'obiettivo di pianificare e organizzare le attività, le azioni e gli eventi che daranno attuazione alla partecipazione italiana all’iniziativa lanciata dal Parlamento Europeo, dal Consiglio e dalla Commissione europea.
La conferenza sul Futuro dell'Europa – i cui lavori termineranno entro la primavera 2022 - è finalizzata a creare un dibattito pubblico transnazionale sulle riforme necessarie all'Unione europea per migliorare le sue politiche e le risposte alle esigenze dei cittadini e delle cittadine.
Fanno parte del comitato scientifico - presieduto dal vicepresidente della Luiss e già Ministro della Giustizia Paola Severino e dall'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci - docenti, presidenti di think tank e personalità esperte a vario titolo di Europa tra cui il Presidente della SIOI e già Ministro degli Esteri Franco Frattini, il presidente dell'Aspen Institute e già Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, la direttrice generale del CERN di Ginevra Fabiola Giannotti, Marta Dassù... Come si legge nel decreto firmato dal sottosegretario agli Affari europei Vincenzo Amendola e dal ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Luigi di Maio, il comitato scientifico coordinerà la “pianificazione, la preparazione e l’organizzazione degli interventi volti a dare concreta attuazione alla partecipazione dell’Italia alla Conferenza sul futuro dell’Europa”.
Giubilei, classe 1992 e tra i più giovani ad essere entrato a far parte del comitato scientifico, svolge numerose attività a livello internazionale. Suoi libri sono stati tradotti dagli Stati Uniti alla Serbia e sono in corso di pubblicazione in Spagna e Ungheria, è membro dell'editorial board della rivista “The European Conservative” e collabora con vari think tank e fondazioni in Europa partecipando a conferenze e convegni nelle principali nazioni europee: “ringrazio per la prestigiosa nomina e cercherò di dare il mio contributo per realizzare idee e proposte che possano migliorare la vita dei cittadini italiani ed europei. I temi affrontati dalla Conferenza sul futuro dell'Europa sono numerosi e rappresentano sfide epocali in cui l'Unione europea e gli stati nazionali devono farsi trovare pronti: dalla salute all'immigrazione, dall'ambiente al lavoro, passando per i giovani e la cultura, abbiamo l'opportunità di riflettere in quale direzione andare nei prossimi anni”.
... See MoreSee Less

3 days ago
IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE TATARELLA FRANCESCO GIUBILEI NOMINATO NEL COMITATO SCIENTIFICO PER IL FUTURO DELLEUROPA DEL GOVERNO ITALIANO

Francesco Giubilei, presidente della Fondazione Tatarella e professore incaricato esterno dellUniversità G. Fortunato di Benevento, è stato nominato componente del “Comitato Scientifico per il futuro dell’Europa” istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero degli Esteri del governo italiano.
Il Comitato è costituito da 35 esperti che coordinano la partecipazione dellItalia alla Conferenza sul futuro dellEuropa e lavora di concerno al Ministero degli Esteri e della cooperazione internazionale e con il sottosegretario di Stato per gli Affari Europei con lobiettivo di pianificare e organizzare le attività, le azioni e gli eventi che daranno attuazione alla partecipazione italiana all’iniziativa lanciata dal Parlamento Europeo, dal Consiglio e dalla Commissione europea.
La conferenza sul Futuro dellEuropa – i cui lavori termineranno entro la primavera 2022 - è finalizzata a creare un dibattito pubblico transnazionale sulle riforme necessarie allUnione europea per migliorare le sue politiche e le risposte alle esigenze dei cittadini e delle cittadine.
Fanno parte del comitato scientifico - presieduto dal vicepresidente della Luiss e già Ministro della Giustizia Paola Severino e dallambasciatore Ferdinando Nelli Feroci - docenti, presidenti di think tank e personalità esperte a vario titolo di Europa tra cui il Presidente della SIOI e già Ministro degli Esteri Franco Frattini, il presidente dellAspen Institute e già Ministro dellEconomia Giulio Tremonti, la direttrice generale del CERN di Ginevra Fabiola Giannotti, Marta Dassù... Come si legge nel decreto firmato dal sottosegretario agli Affari europei Vincenzo Amendola e dal ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Luigi di Maio, il comitato scientifico coordinerà la “pianificazione, la preparazione e l’organizzazione degli interventi volti a dare concreta attuazione alla partecipazione dell’Italia alla Conferenza sul futuro dell’Europa”.
Giubilei, classe 1992 e tra i più giovani ad essere entrato a far parte del comitato scientifico, svolge numerose attività a livello internazionale. Suoi libri sono stati tradotti dagli Stati Uniti alla Serbia e sono in corso di pubblicazione in Spagna e Ungheria, è membro delleditorial board della rivista “The European Conservative” e collabora con vari think tank e fondazioni in Europa partecipando a conferenze e convegni nelle principali nazioni europee: “ringrazio per la prestigiosa nomina e cercherò di dare il mio contributo per realizzare idee e proposte che possano migliorare la vita dei cittadini italiani ed europei. I temi affrontati dalla Conferenza sul futuro dellEuropa sono numerosi e rappresentano sfide epocali in cui lUnione europea e gli stati nazionali devono farsi trovare pronti: dalla salute allimmigrazione, dallambiente al lavoro, passando per i giovani e la cultura, abbiamo lopportunità di riflettere in quale direzione andare nei prossimi anni”.

Secondo voi (e secondo me). Le risposte ai problemi che stanno a cuore agli italiani:
E' giusto introdurre la pena di morte? C'è un limite oltre il quale è illecito aumentare le tasse? E' sensato accogliere immigrati che non hanno la certezza di un lavoro? Perché un malato non può scegliere dove farsi curare? Con la legge Biagi è aumentato il numero dei precari? E' meglio la flessibilità o la disoccupazione? Attorno a questi e altri interrogativi, imposti dalla cronaca quotidiana e al centro del dibattito politico, ruota il libro-inchiesta di Paolo Del Debbio. Con linguaggio semplice e diretto - lo stesso che l'autore impiega nella sua trasmissione "Secondo voi" - si forniscono notizie, dati e statistiche ufficiali sui più scottanti temi d'attualità, dall'economia alla sicurezza, dal disagio di molti giovani alle prese con un lavoro precario (ma è ancora pensabile il posto fisso?) al dilemma di tante donne che rinunciano alla carriera per scegliere la maternità. Di fronte a questi problemi, occorre dunque "andare al sodo" e indicare, se non la soluzione, perlomeno il senso di marcia nel quale è opportuno incamminarsi.
.
.
.
.
#illibrodiOggi #BibliotecaTatarella #DelDebbio
... See MoreSee Less

4 days ago
Secondo voi (e secondo me). Le risposte ai problemi che stanno a cuore agli italiani: 
E giusto introdurre la pena di morte? Cè un limite oltre il quale è illecito aumentare le tasse? E sensato accogliere immigrati che non hanno la certezza di un lavoro? Perché un malato non può scegliere dove farsi curare? Con la legge Biagi è aumentato il numero dei precari? E meglio la flessibilità o la disoccupazione? Attorno a questi e altri interrogativi, imposti dalla cronaca quotidiana e al centro del dibattito politico, ruota il libro-inchiesta di Paolo Del Debbio. Con linguaggio semplice e diretto - lo stesso che lautore impiega nella sua trasmissione Secondo voi - si forniscono notizie, dati e statistiche ufficiali sui più scottanti temi dattualità, dalleconomia alla sicurezza, dal disagio di molti giovani alle prese con un lavoro precario (ma è ancora pensabile il posto fisso?) al dilemma di tante donne che rinunciano alla carriera per scegliere la maternità. Di fronte a questi problemi, occorre dunque andare al sodo e indicare, se non la soluzione, perlomeno il senso di marcia nel quale è opportuno incamminarsi.
.
.
.
.
#illibrodiOggi #BibliotecaTatarella #DelDebbio

Comment on Facebook

Per caso ci sarà un evento di presentazione del libro?

Giovanni Guzzetta

Rizzoli, 2008 - 281 pagine

"Tutti parlano oggi di riforme nel Parlamento, vi sono proposte, semiproposte e accenni nebulosi di proposte. Due temi stanno più frequentemente all'ordine del giorno: modifiche nella composizione del Senato e nuovi sistemi elettorali per la Camera dei Deputati" affermava Meuccio Ruini nel 1962. Oggi, quarantasei anni dopo, discutiamo ancora di riforma elettorale e modifica del bicameralismo, mentre siamo ostaggio di una classe politica sempre più vecchia, arroccata in un Parlamento che sembra un vivaio di partiti e partitini. Eppure gli stessi politici che da anni parlano di immobilismo hanno sistematicamente mancato l'obiettivo del cambiamento, come se la "corsa alle riforme" non fosse altro che una buona trappola elettorale: la classica promessa da marinaio che ha via via sfiduciato i cittadini e - mai come negli ultimi tempi - li ha allontanati dalla politica. Che il rinnovamento italiano sia perennemente in crisi non è certo una novità, e questo momento di generale disfattismo può essere superato in un solo modo: è ora di cambiare le regole del gioco, perché se la macchina non funziona è impossibile migliorare la politica. Ma per lanciare un processo di riforme bisogna prima capire cosa ha prodotto questa situazione di stallo. In "Italia. Ultima chiamata" Guzzetta individua le cause storiche dell'attuale paralisi politica, spiegando con chiarezza perché questo sistema, fatto di coalizioni rissose e maggioranze friabili, non è in grado di guidare il Paese.

#BibliotecaTatarella #illibrodioggi #Guzzetta

.
... See MoreSee Less

5 days ago
Giovanni Guzzetta

Rizzoli, 2008 - 281 pagine

Tutti parlano oggi di riforme nel Parlamento, vi sono proposte, semiproposte e accenni nebulosi di proposte. Due temi stanno più frequentemente allordine del giorno: modifiche nella composizione del Senato e nuovi sistemi elettorali per la Camera dei Deputati affermava Meuccio Ruini nel 1962. Oggi, quarantasei anni dopo, discutiamo ancora di riforma elettorale e modifica del bicameralismo, mentre siamo ostaggio di una classe politica sempre più vecchia, arroccata in un Parlamento che sembra un vivaio di partiti e partitini. Eppure gli stessi politici che da anni parlano di immobilismo hanno sistematicamente mancato lobiettivo del cambiamento, come se la corsa alle riforme non fosse altro che una buona trappola elettorale: la classica promessa da marinaio che ha via via sfiduciato i cittadini e - mai come negli ultimi tempi - li ha allontanati dalla politica. Che il rinnovamento italiano sia perennemente in crisi non è certo una novità, e questo momento di generale disfattismo può essere superato in un solo modo: è ora di cambiare le regole del gioco, perché se la macchina non funziona è impossibile migliorare la politica. Ma per lanciare un processo di riforme bisogna prima capire cosa ha prodotto questa situazione di stallo. In Italia. Ultima chiamata Guzzetta individua le cause storiche dellattuale paralisi politica, spiegando con chiarezza perché questo sistema, fatto di coalizioni rissose e maggioranze friabili, non è in grado di guidare il Paese.

#BibliotecaTatarella #illibrodioggi #Guzzetta 
 
 .

Su “Il Fatto quotidiano” di oggi è stata pubblicata una lunga recensione al nuovo libro del presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei #Strapaese. L’Italia dei paesi e delle chiese di campagna. Da Maccari a Longanesi, da Papini a Soffici”. ... See MoreSee Less

7 days ago
Su “Il Fatto quotidiano” di oggi è stata pubblicata una lunga recensione al nuovo libro del presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei  #Strapaese. L’Italia dei paesi e delle chiese di campagna. Da Maccari a Longanesi, da Papini a Soffici”.

Leggere queste pagine, a oltre cinquant’anni dalla morte di Luigi Einaudi, porta a chiedersi in quale misura l’Europa di oggi, così come i rapporti odierni tra politica ed economia, corrispondano alle sue idee e come ancora possano avanzare in base alle linee da lui tracciate.
Una lungimiranza, spesso impressionante, è il filo che lega gli scritti che qui vengono presentati. Da quello del 1897 a quello del 1954 quanto agli articoli sull’Europa; così come per Politicians and Economists, il suo testamento spirituale, il suo commiato, presentato alla XII riunione della Mont Pèlerin Society che si tenne a Torino nei primi giorni del settembre 1961, poche settimane prima della sua morte.
Tra gli anni ’20 e gli anni ’40 del XX secolo, Einaudi, attingendo alla tradizione liberale-federalista aveva tracciato con grande precisione non solo il profilo, ma anche molti dettagli di un’Europa unita, politicamente ed economicamente, come condizione necessaria per evitare nuove guerre civili. Il suo sogno si è realizzato solo in parte, non vi è la federazione che lui auspicava, ma tanta parte della sovranità economica è stata messa in comune.
La federazione è una soluzione realizzabile in una società, in un sistema economico e politico di stampo liberale. Il federalismo sradicato dal liberalismo è un albero che non può produrre alcun frutto. Ciò spiega perché il sogno di Einaudi abbia avuto una realizzazione solo parziale. Ma indica anche la via da seguire per un’Europa federale.
.
.
.
.
.

#illibrodioggi #BibliotecaTatarella #LuigiEinaudi
... See MoreSee Less

1 week ago
Leggere queste pagine, a oltre cinquant’anni dalla morte di Luigi Einaudi, porta a chiedersi in quale misura l’Europa di oggi, così come i rapporti odierni tra politica ed economia, corrispondano alle sue idee e come ancora possano avanzare in base alle linee da lui tracciate.
Una lungimiranza, spesso impressionante, è il filo che lega gli scritti che qui vengono presentati. Da quello del 1897 a quello del 1954 quanto agli articoli sull’Europa; così come per Politicians and Economists, il suo testamento spirituale, il suo commiato, presentato alla XII riunione della Mont Pèlerin Society che si tenne a Torino nei primi giorni del settembre 1961, poche settimane prima della sua morte.
Tra gli anni ’20 e gli anni ’40 del XX secolo, Einaudi, attingendo alla tradizione liberale-federalista aveva tracciato con grande precisione non solo il profilo, ma anche molti dettagli di un’Europa unita, politicamente ed economicamente, come condizione necessaria per evitare nuove guerre civili. Il suo sogno si è realizzato solo in parte, non vi è la federazione che lui auspicava, ma tanta parte della sovranità economica è stata messa in comune.
La federazione è una soluzione realizzabile in una società, in un sistema economico e politico di stampo liberale. Il federalismo sradicato dal liberalismo è un albero che non può produrre alcun frutto. Ciò spiega perché il sogno di Einaudi abbia avuto una realizzazione solo parziale. Ma indica anche la via da seguire per un’Europa federale. 
.
.
.
.
.

#illibrodioggi #BibliotecaTatarella #LuigiEinaudi

Comment on Facebook

Grazie di questi articoli...la mia scuola si chiama L.Einaudi

“L'unico consiglio che mi sento di dare - e che regolarmente do - ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio.” Oggi, vent’anni fa, ci lasciava il grande Indro Montanelli. ... See MoreSee Less

1 week ago
“Lunico consiglio che mi sento di dare - e che regolarmente do - ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che singaggia ogni mattina, davanti allo specchio.” Oggi, vent’anni fa, ci lasciava il grande Indro Montanelli.

#MafiaRepublic #JohnDickie Descrizione volume

La prima storia comparata di Cosa Nostra, camorra e 'ndrangheta dal 1946 a oggi: come le mafie sono entrate nella fase più ricca e sanguinaria della loro storia e come si sono trasformate in una rete criminale globale.

È un'immagine dell'Italia fosca, ma disegnata con esperienza e maestria. John Dickie ha straordinarie capacità narrative. La sua abilità di raccontare trame losche e personaggi sinistri è impressionante. Il suo stile scorrevole e veloce diventa più sobrio e riflessivo quando analizza i fatti. Oggi nessuno come lui scrive con maggiore autorità sulle organizzazioni criminali italiane. "Times Literary Supplement"

Gli italiani spesso si lamentano che gli stranieri siano ossessionati dalla mafia e trasformino un problema circoscritto di crimine organizzato in uno stereotipo che danneggia l'immagine dell'intera nazione. Tuttavia, come John Dickie dimostra in questo libro agghiacciante e rivelatore, il problema vero è che lo stereotipo è corretto. "The Times"

Mafia Republic si basa su due semplici principi: il primo è che fra le tre grandi mafie italiane esistono molte più differenze di quanto potrebbe sembrare a prima vista; alcune di queste differenze sono sottili, altre molto nette, ma ciascuna rappresenta un adattamento finalizzato a consentire a quella particolare organizzazione criminale di sopravvivere e prosperare nel proprio contesto locale seguendo un suo percorso storico distinto. L'altro principio è che a dispetto di tutte queste intriganti differenze la storia delle diverse associazioni criminali assume un senso più chiaro se la si intreccia in un'unica narrazione; le mafie hanno molte cose in comune, prima fra tutte il rapporto perverso con lo Stato italiano, uno Stato in cui si sono infiltrate, con cui hanno collaborato, contro cui hanno combattuto; l'Italia non ha entità criminali statiche e solitarie, ma un ricco ecosistema malavitoso che continua ancora oggi a generare nuove forme di vita.

Leggi di più
Dettagli prodotto
ASIN: B01DMQLNZY
Editore: Editori Laterza (31 marzo 2016)
Lingua: Italiano
Dimensioni file: 6244 KB
Da testo a voce: Abilitato
Screen Reader: Supportato
Miglioramenti tipografici: Abilitato
... See MoreSee Less

1 week ago
#MafiaRepublic #JohnDickie Descrizione volume

La prima storia comparata di Cosa Nostra, camorra e ndrangheta dal 1946 a oggi: come le mafie sono entrate nella fase più ricca e sanguinaria della loro storia e come si sono trasformate in una rete criminale globale.

È unimmagine dellItalia fosca, ma disegnata con esperienza e maestria. John Dickie ha straordinarie capacità narrative. La sua abilità di raccontare trame losche e personaggi sinistri è impressionante. Il suo stile scorrevole e veloce diventa più sobrio e riflessivo quando analizza i fatti. Oggi nessuno come lui scrive con maggiore autorità sulle organizzazioni criminali italiane. Times Literary Supplement

Gli italiani spesso si lamentano che gli stranieri siano ossessionati dalla mafia e trasformino un problema circoscritto di crimine organizzato in uno stereotipo che danneggia limmagine dellintera nazione. Tuttavia, come John Dickie dimostra in questo libro agghiacciante e rivelatore, il problema vero è che lo stereotipo è corretto. The Times

Mafia Republic si basa su due semplici principi: il primo è che fra le tre grandi mafie italiane esistono molte più differenze di quanto potrebbe sembrare a prima vista; alcune di queste differenze sono sottili, altre molto nette, ma ciascuna rappresenta un adattamento finalizzato a consentire a quella particolare organizzazione criminale di sopravvivere e prosperare nel proprio contesto locale seguendo un suo percorso storico distinto. Laltro principio è che a dispetto di tutte queste intriganti differenze la storia delle diverse associazioni criminali assume un senso più chiaro se la si intreccia in ununica narrazione; le mafie hanno molte cose in comune, prima fra tutte il rapporto perverso con lo Stato italiano, uno Stato in cui si sono infiltrate, con cui hanno collaborato, contro cui hanno combattuto; lItalia non ha entità criminali statiche e solitarie, ma un ricco ecosistema malavitoso che continua ancora oggi a generare nuove forme di vita.

Leggi di più
Dettagli prodotto
ASIN: B01DMQLNZY
Editore: Editori Laterza (31 marzo 2016)
Lingua: Italiano
Dimensioni file: 6244 KB
Da testo a voce: Abilitato
Screen Reader: Supportato
Miglioramenti tipografici: Abilitato

Esce questa settimana per Odoya il nuovo libro del presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei “Strapaese. L’Italia dei paesi e delle chiese di campagna. Da Maccari a Longanesi, da Papini a Soffici”. Un testo alla scoperta dell’identità culturale italiana a partire dall’esperienza delle riviste fiorentine di inizio Novecento con Papini, Prezzolini e Soffici, passando per il movimento letterario di Strapaese con Maccari, Longanesi, Malaparte fino al giorno d’oggi. Nel libro si racconta ciò che rimane della genuinità e dei valori della vita di paese e di provincia (a partire dal senso di comunità) che si stanno sempre più smarrendo ma andrebbero riscoperti come emerso durante la pandemia. Ne ha parlato “Libero” in apertura delle pagine culturali. ... See MoreSee Less

1 week ago
Esce questa settimana per Odoya il  nuovo libro del presidente della Fondazione Tatarella  Francesco Giubilei  “Strapaese. L’Italia dei paesi e delle chiese di campagna. Da Maccari a Longanesi, da Papini a Soffici”. Un testo alla scoperta dell’identità culturale italiana a partire dall’esperienza delle riviste fiorentine di inizio Novecento con Papini, Prezzolini e Soffici, passando per il movimento letterario di Strapaese con Maccari, Longanesi, Malaparte fino al giorno d’oggi. Nel libro si racconta ciò che rimane della genuinità e dei valori della vita di paese e di provincia (a partire dal senso di comunità) che si stanno sempre più smarrendo ma andrebbero riscoperti come emerso durante la pandemia. Ne ha parlato “Libero” in apertura delle pagine culturali.

Marzio Tremaglia (1958-2000) alleanzacattolica.it
25 Aprile 2020 - Autore: Oscar Sanguinetti

di Oscar Sanguinetti

Venti anni or sono, alla vigilia di Pasqua, moriva Marzio Tremaglia: non era riuscito a sconfiggere il male che da molti mesi combatteva con coraggio. Era nato a Bergamo nel 1958 da Mirko, dirigente e parlamentare prima del Movimento Sociale-Destra Nazionale e poi di Alleanza Nazionale, scomparso nel 2011 ottantacinquenne. Marzio si era laureato in giurisprudenza all’Uni­ver­sità Cattolica del Sacro Cuore di Milano e aveva intrapreso la carriera di avvocato; era sposato con Loredana e padre di due figli. Fin dai primi anni della giovinezza aveva militato nei gruppi giovanili del par­tito e anch’egli era entrato nel gruppo dirigente del partito. Nel 1980, giovanis­simo, era stato eletto consigliere co­munale nella sua città, Bergamo, e riconfermato per due tor­na­te successive. Dal 1995 alla morte, era stato deputato all’As­sem­blea del­la Regione Lombardia per Alleanza Nazionale e as­ses­­sore al­la Trasparenza e alla Cultura della giunta di Roberto For­mi­go­ni.

Giornalista e uomo di non comune cultura, nel suo ruolo istituzionale nelle illustri città della sua regione ha avviato riuscite iniziative — ricerche, mo­stre, pubblicazioni — finalizzate a valorizzare l’identità lombarda e, di rimando, l’identità italiana.

Con altri amici, ebbi modo di conoscerlo e di apprezzarlo come intelligente interlocutore e sponsor in una di queste occasioni, l’organizzazione nel 1999 — pochi mesi prima della sua scomparsa — di un convegno scientifico sulle insorgenze contro-rivoluzionarie in età napoleonica, che coinvolse le migliori forze della cultura non partitica di destra, fra cui l’Istituto per la Storia delle Insorgenze.

Stimato anche dagli avversari politici per il suo stile garbato ma non dis­giunto da fermezza, Marzio Tremaglia è stato un esempio di quegli “uomini nuovi” che si sarebbe auspicato fiorissero più numerosi nelle file della destra nazionale italiana dopo il 1989: uomini e donne, cioè, fedeli alle tradizioni, ma che non vivessero di nostalgia, preferendo alla rievocazione — pur doverosa — l’attualizzazione dei principi di sempre in forme aggiornate in un mondo, come quello successivo al crollo del comunismo sovietico, che non era più quello dei padri. Era facile pronosticare per lui, se fosse vissuto, una luminosa carriera politica nel contesto, “sbloccato” per la destra nazionale, degli anni Duemila.

Ha lasciato scritto: «Cre­do nei valori del radicamento, della identità e del­la libertà; nei valori che nascono dalla tutela della dignità per­sonale. Sono convinto che la vita non può ridursi allo scambio, alla produzione o al mercato ma necessita di dimensioni più al­te e diverse. Penso che l’apertura al sacro e al bello non siano so­lo problemi individuali. Credo in una dimensione etica della vita che si riassume nel senso dell’onore, nel rispetto fon­da­men­ta­le verso se stessi, nel rifiuto del compromesso sistematico e nel­la certezza che esistono beni superiori alla vita e alla libertà per i quali a volte è giusto sacrificare vita e libertà».

Sabato, 25 aprile 2020

Condividi:
Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)
Archiviato in:In evidenza, Ricorrenze
Info Oscar Sanguinetti
Oscar Sanguinetti, milanese, già ricercatore del CNR e docente di materie storiche all’Università Europea di Roma; saggista e articolista; autore di diversi volumi di biografia e di storia; membro del direttivo nazionale di Alleanza Cattolica .

#librodelgiorno #bibliotecaTatarella #MTremaglia
... See MoreSee Less

1 week ago
Marzio Tremaglia (1958-2000) alleanzacattolica.it
25 Aprile 2020 - Autore: Oscar Sanguinetti

di Oscar Sanguinetti

Venti anni or sono, alla vigilia di Pasqua, moriva Marzio Tremaglia: non era riuscito a sconfiggere il male che da molti mesi combatteva con coraggio. Era nato a Bergamo nel 1958 da Mirko, dirigente e parlamentare prima del Movimento Sociale-Destra Nazionale e poi di Alleanza Nazionale, scomparso nel 2011 ottantacinquenne. Marzio si era laureato in giurisprudenza all’Uni­ver­sità Cattolica del Sacro Cuore di Milano e aveva intrapreso la carriera di avvocato; era sposato con Loredana e padre di due figli. Fin dai primi anni della giovinezza aveva militato nei gruppi giovanili del par­tito e anch’egli era entrato nel gruppo dirigente del partito. Nel 1980, giovanis­simo, era stato eletto consigliere co­munale nella sua città, Bergamo, e riconfermato per due tor­na­te successive. Dal 1995 alla morte, era stato deputato all’As­sem­blea del­la Regione Lombardia per Alleanza Nazionale e as­ses­­sore al­la Trasparenza e alla Cultura della giunta di Roberto For­mi­go­ni.

Giornalista e uomo di non comune cultura, nel suo ruolo istituzionale nelle illustri città della sua regione ha avviato riuscite iniziative — ricerche, mo­stre, pubblicazioni — finalizzate a valorizzare l’identità lombarda e, di rimando, l’identità italiana.

Con altri amici, ebbi modo di conoscerlo e di apprezzarlo come intelligente interlocutore e sponsor in una di queste occasioni, l’organizzazione nel 1999 — pochi mesi prima della sua scomparsa — di un convegno scientifico sulle insorgenze contro-rivoluzionarie in età napoleonica, che coinvolse le migliori forze della cultura non partitica di destra, fra cui l’Istituto per la Storia delle Insorgenze.

Stimato anche dagli avversari politici per il suo stile garbato ma non dis­giunto da fermezza, Marzio Tremaglia è stato un esempio di quegli “uomini nuovi” che si sarebbe auspicato fiorissero più numerosi nelle file della destra nazionale italiana dopo il 1989: uomini e donne, cioè, fedeli alle tradizioni, ma che non vivessero di nostalgia, preferendo alla rievocazione — pur doverosa — l’attualizzazione dei principi di sempre in forme aggiornate in un mondo, come quello successivo al crollo del comunismo sovietico, che non era più quello dei padri. Era facile pronosticare per lui, se fosse vissuto, una luminosa carriera politica nel contesto, “sbloccato” per la destra nazionale, degli anni Duemila.

Ha lasciato scritto: «Cre­do nei valori del radicamento, della identità e del­la libertà; nei valori che nascono dalla tutela della dignità per­sonale. Sono convinto che la vita non può ridursi allo scambio, alla produzione o al mercato ma necessita di dimensioni più al­te e diverse. Penso che l’apertura al sacro e al bello non siano so­lo problemi individuali. Credo in una dimensione etica della vita che si riassume nel senso dell’onore, nel rispetto fon­da­men­ta­le verso se stessi, nel rifiuto del compromesso sistematico e nel­la certezza che esistono beni superiori alla vita e alla libertà per i quali a volte è giusto sacrificare vita e libertà».

Sabato, 25 aprile 2020

Condividi:
Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)
Archiviato in:In evidenza, Ricorrenze
Info Oscar Sanguinetti
Oscar Sanguinetti, milanese, già ricercatore del CNR e docente di materie storiche all’Università Europea di Roma; saggista e articolista; autore di diversi volumi di biografia e di storia; membro del direttivo nazionale di Alleanza Cattolica .

#librodelgiorno #bibliotecaTatarella #MTremaglia

Francesco Germinario

Argomenti per lo sterminio

L'antisemitismo e i suoi stereotipi nella cultura europea (1850-1920)

Fra la prima metà dell'Ottocento e gli inizi del Novecento in Europa si afferma una cultura che procede sicura nella razzizzazione della figura dell'ebreo. È il caso di dire che la cultura «alta» - espressa da scrittori, scienziati sociali, medici e famosi pubblicisti - legittima gli atteggiamenti dell'antisemitismo militante, impegnati nelle agitazioni di piazza.
Ecco perché, vista dall'angolazione delle rampe di selezione di Auschwitz-Birkenau, la cultura europea non può rivendicare patenti di immunità o di innocenza. La cultura politica antisemita ha agito semmai da amplificatore di giudizi e atteggiamenti antiebraici, che settori consistenti di intellettuali europei avevano elaborato al chiuso dei loro studi.
Sul piano storiografico bisogna allora chiedersi se il nazismo non potesse presentarsi quale erede di determinati filoni e atteggiamenti culturali e «scientifici», ampiamente diffusi nella cultura europea dei decenni precedenti.

#illibrodioggi #TesiInStoriaContemporanea
... See MoreSee Less

2 weeks ago
Francesco Germinario

Argomenti per lo sterminio

Lantisemitismo e i suoi stereotipi nella cultura europea (1850-1920)

Fra la prima metà dellOttocento e gli inizi del Novecento in Europa si afferma una cultura che procede sicura nella razzizzazione della figura dellebreo. È il caso di dire che la cultura «alta» - espressa da scrittori, scienziati sociali, medici e famosi pubblicisti - legittima gli atteggiamenti dellantisemitismo militante, impegnati nelle agitazioni di piazza.
Ecco perché, vista dallangolazione delle rampe di selezione di Auschwitz-Birkenau, la cultura europea non può rivendicare patenti di immunità o di innocenza. La cultura politica antisemita ha agito semmai da amplificatore di giudizi e atteggiamenti antiebraici, che settori consistenti di intellettuali europei avevano elaborato al chiuso dei loro studi.
Sul piano storiografico bisogna allora chiedersi se il nazismo non potesse presentarsi quale erede di determinati filoni e atteggiamenti culturali e «scientifici», ampiamente diffusi nella cultura europea dei decenni precedenti.

#illibrodioggi #TesiInStoriaContemporanea

Alcuni scatti della serata con VITTORIO SGARBI: "ECCE CARAVAGGIO" per la rassegna "Incontri d'Autore" , realizzati dal giovane e talentuoso fotografo barese #PieroMeli , che si ringrazia.

Vittorio Sgarbi
#annalisatatarella
Fondazione Tatarella
Villa de Grecis
... See MoreSee Less

2 weeks ago

🇮🇹 19 luglio 1992 - 19 luglio 2021 🇮🇹
"La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità…”PAOLO BORSELLINO
... See MoreSee Less

2 weeks ago
🇮🇹 19 luglio 1992 - 19 luglio 2021 🇮🇹
La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità…”PAOLO BORSELLINO

VITTORIO SGARBI : "ECCE CARAVAGGIO" per la rassegna Incontri d'Autore

Alcune immagini della straordinaria serata di ieri, all'insegna dell'arte e del sapere con l'on. Vittorio Sgarbi , che ancora un volta ci ha onorati della sua amicizia, competenza e disponibilità, nonostante i numerosissimi impegni.
Con la presentazione di "Ecce Caravaggio" , edito da La nave di Teseo , abbiamo vissuto un incredibile viaggio nell'arte lungo 70 anni, fino a scoprire l'ultimo ritrovamento attribuito a Caravaggio, "Hecce Homo".
Tra storie del passato, aneddoti, ironia, riferimenti all'attualità, Sgarbi ha incantato il numeroso e partecipe pubblico a cui va il nostro sincero ringraziamento.
Grazie anche ai tecnici, all'impeccabile ospitalità di Villa de Grecis e, ovviamente, a #VittorioSgarbi, indiscusso e amato protagonista della serata.

Grazie a tutti.
A presto
... See MoreSee Less

2 weeks ago

Comment on Facebook

😂😃😃😃😃

Eeeee daje eee Vittorio

La visita di Vittorio Sgarbi alla Fondazione Tatarella, tra ricordi, immagini e storia.
Un momento molto importante ed emozionante per noi, onorati da sempre della sua amicizia e disponibilità.
Grazie, Vittorio.
Benvenuto a casa.
... See MoreSee Less

2 weeks ago

Comment on Facebook

Ottimo ed interessante

🤗💎🌾🌞❤️👍

Bravo Fabri. Siamo diventati tutti delle reliquie da conservare per fare posto a ex DC ex UDR ex UDC che della destra non gli fottono proprio nulla.

👏👏👏👏👏

La visita di Vittorio Sgarbi alla Fondazione Tatarella. ... See MoreSee Less

2 weeks ago
La visita di Vittorio Sgarbi alla Fondazione Tatarella.Image attachment

Comment on Facebook

Vittorio sei un grande.

Che dite TATARELLA sarebbe contento

Grande onore!

... See MoreSee Less

2 weeks ago

Comment on Facebook

Davvero dispiaciuta di non aver potuto partecipare per via del tempo pazzerello 🙁

Ciao Vittorio

👏👏👏👏

🔴 EVENTO AL COPERTO alle 21.30 - QUESTA SERA

🔴 Avviso per i partecipanti registrati

L'incontro con l'on. VITTORIO SGARBI : "ECCE CARAVAGGIO" per la rassegna Incontri d'Autore si svolgerà al #coperto, nella Sala Orangerie, di Villa de Grecis
... See MoreSee Less

2 weeks ago
🔴 EVENTO AL COPERTO alle 21.30 - QUESTA SERA 

🔴 Avviso per i partecipanti registrati 

Lincontro con lon. VITTORIO SGARBI : ECCE CARAVAGGIO per la rassegna Incontri dAutore si svolgerà al #coperto, nella Sala Orangerie, di Villa de Grecis

Oggi su “Libero” intervista al Presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei sulle tragiche alluvioni nel nord Europa e sul Green Deal. "È necessario coniugare ecologia ed economia, senza considerare l’uomo un nemico della natura". ... See MoreSee Less

2 weeks ago
Oggi su “Libero” intervista al Presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei sulle tragiche alluvioni nel nord Europa e sul Green Deal. È necessario coniugare ecologia ed economia, senza considerare l’uomo un nemico della natura.

Lavori in corso per l'allestimento degli stendardi ritrovati nella casa natia di Pinuccio e Salvatore. ... See MoreSee Less

2 weeks ago
Lavori in corso per lallestimento degli stendardi ritrovati nella casa natia di Pinuccio e Salvatore.

VITTORIO SGARBI: "ECCE CARAVAGGIO" per la rassegna "Incontri d'Autore"

Bari, #17luglio, ore 21.30, a Villa de Grecis

“Ecce Caravaggio”, edito da La nave di Teseo, è il primo libro che ricostruisce - con documenti, immagini e prove - la storia avventurosa della nuova «apparizione» del dipinto attribuito a Caravaggio. Il tassello più recente nella narrazione del "mito" del pittore lombardo, che lo avvolge fin dalla sua riscoperta nel 1951.

La serata, introdotta dalla giornalista Annalisa Tatarella, è aperta al pubblico con ingresso gratuito, previa prenotazione - per motivi di sicurezza - al seguente indirizzo email:

fondazionetatarella@gmail.com

Grazie ai tanti amici che hanno già confermato la loro partecipazione.

Vi aspettiamo con Vittorio Sgarbi, il più grande conoscitore delle opere di Caravaggio.
... See MoreSee Less

2 weeks ago
VITTORIO SGARBI: ECCE CARAVAGGIO per la rassegna Incontri dAutore

Bari, #17luglio, ore 21.30, a Villa de Grecis

“Ecce Caravaggio”, edito da La nave di Teseo, è il primo libro che ricostruisce - con documenti, immagini e prove - la storia avventurosa della nuova «apparizione» del dipinto attribuito a Caravaggio. Il tassello più recente nella narrazione del mito del pittore lombardo, che lo avvolge fin dalla sua riscoperta nel 1951.

La serata, introdotta dalla giornalista Annalisa Tatarella, è aperta al pubblico con ingresso gratuito, previa prenotazione - per motivi di sicurezza - al seguente indirizzo email:

fondazionetatarella@gmail.com

Grazie ai tanti amici che hanno già confermato la loro partecipazione.

Vi aspettiamo con Vittorio Sgarbi, il più grande conoscitore delle opere di Caravaggio.

🔴𝐏𝐑𝐎𝐒𝐒𝐈𝐌𝐎 𝐄𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎 📖 ✍️

🔴𝐕𝐈𝐓𝐓𝐎𝐑𝐈𝐎 𝐒𝐆𝐀𝐑𝐁𝐈
𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 “𝐄𝐜𝐜𝐞 𝐂𝐚𝐫𝐚𝐯𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨” 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐓𝐚𝐭𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐚
𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞

Per la rassegna letteraria Incontri d'Autore, la Fondazione Tatarella – con il patrocinio del Comune di Bari, della Regione Puglia e dell’Università degli Studi Aldo Moro” - è lieta e onorata di ospitare l’on. Vittorio Sgarbi per la presentazione del suo nuovo libro, “Ecce Caravaggio. Da Roberto Longhi a oggi”, a Bari, il #17luglio p.v., alle ore 21.30, nella suggestiva cornice di Villa de Grecis, in via Delle Murge, 63

“Ecce Caravaggio”, edito da La nave di Teseo, è il primo libro che ricostruisce - con documenti, immagini e prove - la storia avventurosa della nuova «apparizione» del dipinto attribuito a Caravaggio. Il tassello più recente nella narrazione del "mito" del pittore lombardo, che lo avvolge fin dalla sua riscoperta nel 1951.
L'evento, dedicato ad uno dei più grandi pittori italiani e ai suoi dipinti ritrovati e poi valorizzati dal 1650 in poi, sarà caratterizzato anche dalla videoproiezione di diverse opere che Vittorio Sgarbi, considerato tra i massimi esperti e conoscitori dei quadri di Caravaggio, commenterà con la competenza e la chiarezza che lo contraddistinguono da sempre.

La serata, introdotta dalla giornalista Annalisa Tatarella, è aperta al pubblico con ingresso gratuito, previa prenotazione - per motivi di sicurezza - al seguente indirizzo email:

fondazionetatarellagiuseppe@gmail.com

Vi aspettiamo
... See MoreSee Less

3 weeks ago
🔴𝐏𝐑𝐎𝐒𝐒𝐈𝐌𝐎 𝐄𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎 📖 ✍️

🔴𝐕𝐈𝐓𝐓𝐎𝐑𝐈𝐎 𝐒𝐆𝐀𝐑𝐁𝐈 
𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 “𝐄𝐜𝐜𝐞 𝐂𝐚𝐫𝐚𝐯𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨” 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐓𝐚𝐭𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐚
𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞

Per la rassegna letteraria Incontri dAutore, la Fondazione Tatarella – con il patrocinio del Comune di Bari, della Regione Puglia e dell’Università degli Studi Aldo Moro” - è lieta e onorata di ospitare l’on. Vittorio Sgarbi per la presentazione del suo nuovo libro, “Ecce Caravaggio. Da Roberto Longhi a oggi”, a  Bari, il #17luglio p.v., alle ore 21.30, nella suggestiva cornice di Villa de Grecis, in via Delle Murge, 63

“Ecce Caravaggio”, edito da La nave di Teseo, è il primo libro che ricostruisce - con documenti, immagini e prove - la storia avventurosa della nuova «apparizione» del dipinto attribuito a Caravaggio. Il tassello più recente nella narrazione del mito del pittore lombardo, che lo avvolge fin dalla sua riscoperta nel 1951.
Levento, dedicato ad uno dei più grandi pittori italiani e ai suoi dipinti ritrovati e poi valorizzati dal 1650 in poi, sarà caratterizzato anche dalla videoproiezione di diverse opere che Vittorio Sgarbi, considerato tra i massimi esperti e conoscitori dei quadri di Caravaggio, commenterà con la competenza e la chiarezza che lo contraddistinguono da sempre.

La serata, introdotta dalla giornalista Annalisa Tatarella, è aperta al pubblico con ingresso gratuito, previa prenotazione - per motivi di sicurezza - al seguente indirizzo email:

fondazionetatarellagiuseppe@gmail.com

Vi aspettiamo

In questi giorni è in atto una scontro tra l’Ue e l’Ungheria. Qual è la posizione del governo ungherese? Il Presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei ne ha parlato a Budapest in un’intervista per “Il Giornale” con il Ministro della Giustizia ungherese Judit Varga: “si rispetti la volontà degli ungheresi, votano conservatore dal 2010”. Leggi l'intervista nei commenti del post 👇 ... See MoreSee Less

3 weeks ago
In questi giorni è in atto una scontro tra l’Ue e l’Ungheria. Qual è la posizione del governo ungherese? Il Presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei ne ha parlato a Budapest in un’intervista per “Il Giornale” con il Ministro della Giustizia ungherese Judit Varga: “si rispetti la volontà degli ungheresi, votano conservatore dal 2010”. Leggi lintervista nei commenti del post 👇

Comment on Facebook

Di seguito l'intervista

Il Presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei ritira il Premio Acqui Ambiente per il suo ultimo libro “Conservare la natura” vinto in passato da Bruno Guerri, Zecchi, Tozzi, Sgarbi, Barbareschi. ... See MoreSee Less

4 weeks ago
Il Presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei  ritira il Premio Acqui Ambiente per il suo ultimo libro “Conservare la natura” vinto in passato da Bruno Guerri, Zecchi, Tozzi, Sgarbi, Barbareschi.

Comment on Facebook

Complimenti

Complimenti!

«Il cantore della prima e più autentica stagione risorgimentale»

Goffredo Mameli dei Mannelli, meglio noto come Goffredo Mameli (Genova, 5 settembre 1827 – Roma, 6 luglio 1849), è stato un poeta e patriota italiano. Annoverato tra le figure più famose del Risorgimento italiano, morì a soli 21 anni a Roma nel 1849, in seguito a una ferita infetta che si procurò durante la difesa della seconda Repubblica Romana. È l'autore del testo de Il Canto degli Italiani, inno nazionale della Repubblica Italiana dal 1946.

#GoffredoMameli #Mameli #InnoNazionale 🇮🇹
... See MoreSee Less

4 weeks ago
«Il cantore della prima e più autentica stagione risorgimentale»

Goffredo Mameli dei Mannelli, meglio noto come Goffredo Mameli (Genova, 5 settembre 1827 – Roma, 6 luglio 1849), è stato un poeta e patriota italiano. Annoverato tra le figure più famose del Risorgimento italiano, morì a soli 21 anni a Roma nel 1849, in seguito a una ferita infetta che si procurò durante la difesa della seconda Repubblica Romana. È lautore del testo de Il Canto degli Italiani, inno nazionale della Repubblica Italiana dal 1946.

#GoffredoMameli #Mameli #InnoNazionale 🇮🇹

Striscioni del MSI - Destra Nazionale per il referendum abrogativo sul divorzio del 1974, ritrovati nella casa natia di Pinuccio e Salvatore Tatarella a Cerignola. Da oggi avranno nuova vita e saranno esposti nell'archivio della Fondazione Tatarella per essere ancora una volta ammirati. ... See MoreSee Less

4 weeks ago
Striscioni del MSI - Destra Nazionale per il referendum abrogativo sul divorzio del 1974, ritrovati nella casa natia di Pinuccio e Salvatore Tatarella a Cerignola. Da oggi avranno nuova vita e saranno esposti nellarchivio della Fondazione Tatarella per essere ancora una volta ammirati.

Il servizio di Antenna Sud 13 a cura del giornalista #AntonioBucci ,che ringraziamo, sulla presentazione del libro di #FabrizioFrullani , "Da Destra a Destra", tenutasi ieri pomeriggio.

Buona visione
... See MoreSee Less

4 weeks ago
Video image

Comment on Facebook

In un caldo pomeriggio barese partecipata presentazione dell'interessante libro di Fabrizio Frullani "Da destra a destra".
Il libro racconta la storia di Fratelli d'Italia
e l'impegno di Giorgia Meloni per una destra moderna e liberale. Grazie ECR Group - Conservatives & Reformists in the European Parliament per aver promosso con la Fondazione Tatarella questo incontro che ha segnato la ripartenza in presenza. Grazie a Raffaele Fitto Marcello Gemmato Fabrizio Tatarella per i loro interventi.
... See MoreSee Less

4 weeks ago

Comment on Facebook

Complimenti a tutti gli organizzatori

Un incontro davvero interessante 👏

Fitto x piacere già alle scorse elezioni regionali hai fatto buca.....dai spazio ai giovani....lascia stare....per piacere te lo chiedo altrimenti io il primo non vado a votare più la destra

... See MoreSee Less

4 weeks ago

di T. Ciocchetti - Fonte Difesa on-line.it #Storia 🇮🇹

Tra il 23 e il 24 ottobre 1942, a El Alamein, 100 km a ovest del Nilo, si combatte la più grande battaglia in terra d’Africa del Secondo Conflitto Mondiale.

La prima metà del 42 (l’anno fatidico dell’intera guerra mondiale) aveva visto l’Afrika Korps avanzare nel deserto in modo fulmineo. Malta, base britannica al centro del Mediterraneo, era stata messa a tacere, almeno temporaneamente, Tobruk era stata riconquistata, lasciando alle truppe di Rommel ogni genere di materiali, mezzi, carburante e 30.000 prigionieri di Sua Maestà.

Il Cairo sembrava ad un passo, nonostante il pessimismo dilagante nei comandi italo-germanici, Rommel, in poco più di tre mesi aveva portato le sue scarne divisioni a pochi km dal Nilo, senza però riuscire ad occupare Alessandria d’Egitto.

La corsa aveva prosciugato le riserve e allungato pericolosamente le linee di rifornimento – obbligando i reparti logistici a coprire centinaia di km sull’unica strada costiera percorribile, sotto il costante attacco della RAF – arrestando l’avanzata dell’Afrika Korps, costretta poi ad una terribile battaglia di logoramento, fatta di artiglierie e scontri con masse di corazzati.

Proprio la massa fece la differenza, infatti la vittoria britannica era scritta nei numeri: 250.000 soldati contro 120.000, 1.500 carri armati contro 500 (la maggior parte modelli antiquati), l’artiglieria parlava di un rapporto a favore dei britannici di 3 a 1.

La RAF poteva inoltre schierare 1.500 velivoli da combattimento contro appena 350 da parte degli italo-germanici.

Ingenti quantità di carburante a disposizione degli inglesi, mentre per l’Afrika Korps le riserve erano scarse.

La battaglia grande, cominciata alle 21.40 (ora italiana) del 23 ottobre, inizia con l’assenza di Rommel, convalescente in Austria, e vede la morte del suo sostituto, Stumme, deceduto a causa di un infarto nel corso di una ispezione alle prime linee.

Quando Rommel rientra e comincia ad impartire le prime disposizioni per cercare di arginare l’attacco britannico, il destino dell’Afrika Korps è già segnato.

L’operazione di Montgomery (comandante dell’VIII Armata britannica) inizialmente si concentra sul fianco sud del fronte (Operazione Lightfoot), dove tuttavia incontra la forte resistenza delle Divisioni FOLGORE e PAVIA; per molti giorni si susseguono scontri ravvicinati tra carri armati, le fanterie si battono fino all’ultimo sangue, con contrattacchi e manovre aggiranti, cadono migliaia di uomini.

Lo scontro si sposta verso nord (Operazione Supercharge) che sancirà l’atto finale della battaglia. Alle ore 01.05 del 2 novembre Montgomery, grazie alla superiorità numerica e materiale, dà inizio alla spinta finale.

Il Comando tedesco comprende che la soluzione migliore è quella di salvare le unità ancora operative, che tentano di disimpegnarsi dalla presa nemica, iniziando il 3 novembre a ripiegare combattendo. Gli ordini da Berlino (confermati da Roma) condannano le forze dell’Afrika Korps alla distruzione sul posto.

I soldati italiani combattono con grande coraggio. Le divisioni LITTORIO e ARIETE, per consentire lo sganciamento dei reparti germanici, contesero il passo al nemico fino all’annientamento. I bersaglieri si sacrificano fino all’ultimo uomo.

Le divisioni BOLOGNA e TRENTO vengono travolte il 4 novembre; nel pomeriggio del 5 dovette cedere le armi la divisione BRESCIA, il giorno dopo fu la volta della BRESCIA e della FOLGORE (300 sopravvissuti dai 5.000 partiti da Tarquinia).

Il comandante del XXXI battaglione guastatori alpini, maggiore Paolo Caccia Dominioni, disse che i nostri soldati si aggrapparono, ciascuno al proprio pezzo di deserto, quasi fosse terra promessa.

I britannici, nonostante la loro schiacciante superiorità in uomini e mezzi, furono costretti a guadagnarsi la vittoria a caro prezzo, metro su metro.

I nostri soldati sopperirono alla loro condizione di inferiorità con il cuore, il coraggio e un amore per la Patria che al giorno d’oggi solo pochi possono comprendere.
... See MoreSee Less

4 weeks ago
di T. Ciocchetti - Fonte Difesa on-line.it #Storia 🇮🇹

Tra il 23 e il 24 ottobre 1942, a El Alamein, 100 km a ovest del Nilo, si combatte la più grande battaglia in terra d’Africa del Secondo Conflitto Mondiale.

La prima metà del 42 (l’anno fatidico dell’intera guerra mondiale) aveva visto l’Afrika Korps avanzare nel deserto in modo fulmineo. Malta, base britannica al centro del Mediterraneo, era stata messa a tacere, almeno temporaneamente, Tobruk era stata riconquistata, lasciando alle truppe di Rommel ogni genere di materiali, mezzi, carburante e 30.000 prigionieri di Sua Maestà.

Il Cairo sembrava ad un passo, nonostante il pessimismo dilagante nei comandi italo-germanici, Rommel, in poco più di tre mesi aveva portato le sue scarne divisioni a pochi km dal Nilo, senza però riuscire ad occupare Alessandria d’Egitto.

La corsa aveva prosciugato le riserve e allungato pericolosamente le linee di rifornimento – obbligando i reparti logistici a coprire centinaia di km sull’unica strada costiera percorribile, sotto il costante attacco della RAF – arrestando l’avanzata dell’Afrika Korps, costretta poi ad una terribile battaglia di logoramento, fatta di artiglierie e scontri con masse di corazzati.

Proprio la massa fece la differenza, infatti la vittoria britannica era scritta nei numeri: 250.000 soldati contro 120.000, 1.500 carri armati contro 500 (la maggior parte modelli antiquati), l’artiglieria parlava di un rapporto a favore dei britannici di 3 a 1.

La RAF poteva inoltre schierare 1.500 velivoli da combattimento contro appena 350 da parte degli italo-germanici.

Ingenti quantità di carburante a disposizione degli inglesi, mentre per l’Afrika Korps le riserve erano scarse.

La battaglia grande, cominciata alle 21.40 (ora italiana) del 23 ottobre, inizia con l’assenza di Rommel, convalescente in Austria, e vede la morte del suo sostituto, Stumme, deceduto a causa di un infarto nel corso di una ispezione alle prime linee.

Quando Rommel rientra e comincia ad impartire le prime disposizioni per cercare di arginare l’attacco britannico, il destino dell’Afrika Korps è già segnato.

L’operazione di Montgomery (comandante dell’VIII Armata britannica) inizialmente si concentra sul fianco sud del fronte (Operazione Lightfoot), dove tuttavia incontra la forte resistenza delle Divisioni FOLGORE e PAVIA; per molti giorni si susseguono scontri ravvicinati tra carri armati, le fanterie si battono fino all’ultimo sangue, con contrattacchi e manovre aggiranti, cadono migliaia di uomini.

Lo scontro si sposta verso nord (Operazione Supercharge) che sancirà l’atto finale della battaglia. Alle ore 01.05 del 2 novembre Montgomery, grazie alla superiorità numerica e materiale, dà inizio alla spinta finale.

Il Comando tedesco comprende che la soluzione migliore è quella di salvare le unità ancora operative, che tentano di disimpegnarsi dalla presa nemica, iniziando il 3 novembre a ripiegare combattendo. Gli ordini da Berlino (confermati da Roma) condannano le forze dell’Afrika Korps alla distruzione sul posto.

I soldati italiani combattono con grande coraggio. Le divisioni LITTORIO e ARIETE, per consentire lo sganciamento dei reparti germanici, contesero il passo al nemico fino all’annientamento. I bersaglieri si sacrificano fino all’ultimo uomo.

Le divisioni BOLOGNA e TRENTO vengono travolte il 4 novembre; nel pomeriggio del 5 dovette cedere le armi la divisione BRESCIA, il giorno dopo fu la volta della BRESCIA e della FOLGORE (300 sopravvissuti dai 5.000 partiti da Tarquinia).

Il comandante del XXXI battaglione guastatori alpini, maggiore Paolo Caccia Dominioni, disse che i nostri soldati si aggrapparono, ciascuno al proprio pezzo di deserto, quasi fosse terra promessa.

I britannici, nonostante la loro schiacciante superiorità in uomini e mezzi, furono costretti a guadagnarsi la vittoria a caro prezzo, metro su metro.

I nostri soldati sopperirono alla loro condizione di inferiorità con il cuore, il coraggio e un amore per la Patria che al giorno d’oggi solo pochi possono comprendere.

🔴𝗘𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 2 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 17.30

𝗟𝗮 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗧𝗮𝘁𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗙𝗿𝘂𝗹𝗹𝗮𝗻𝗶, 𝗰𝗼𝗻 𝗧𝗮𝘁𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮, 𝗚𝗲𝗺𝗺𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗙𝗶𝘁𝘁𝗼: "𝗗𝗮 𝗗𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗮 𝗗𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮” (𝗲𝗱. 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗽)

📌𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 2 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 17.30,
𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐂𝐚𝐫𝐝𝐮𝐜𝐜𝐢

Per la rassegna "Incontri d'Autore" la Fondazione Tatarella presenterà il libro del giornalista #FabrizioFrullani, Da Destra a Destra -Storia, scena e retroscena del cammino di Fratelli d'Italia”, edito da #Secop

La presentazione, nel pieno rispetto delle norme anti Covid, si svolgerà 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀ 2 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 17.30, 𝗮 𝗕𝗮𝗿𝗶, nella suggestiva cornice di 𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗻𝗮𝘇𝘇𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗱𝘂𝗰𝗰𝗶.

L’evento - promosso anche dalla
𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮 𝗡𝗲𝘄 𝗗𝗶𝗿𝗲𝗰𝘁𝗶𝗼𝗻 𝗲 𝗱𝗮 𝗘𝗖𝗥, 𝗚𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗶 - sarà introdotto dal Vice Presidente della Fondazione Fabrizio Tatarella e vedrà la partecipazione dell’autore e dei parlamentari Marcello Gemmato e Raffaele Fitto, Co-Presidente del Gruppo dei Conservatori al Parlamento Europeo.

✍️𝗙𝗮𝗯𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗙𝗿𝘂𝗹𝗹𝗮𝗻𝗶,
vicecapo redattore del TG2, segue la cronaca parlamentare da trent'anni e i principali avvenimenti della politica nazionale, europea e internazionale. Volto noto del telegiornale del secondo canale Rai, è stato spesso impegnato sul campo come inviato, protagonista e moderatore di eventi e dibattiti anche socio – culturali.

Ottimo conoscitore della destra italiana per averne raccontato la storia a partire dal MSI, con questo nuovo libro descrive puntualmente il rapido percorso di Fratelli d’Italia e la evoluzione della leadership di Giorgia Meloni. Il Vicecapo redattore del TG2 espone la cronologia della formazione politica che prese vita, nell’arco di pochi giorni del 2012, per presentarsi alle elezioni, riuscendo a raggiungere in breve tempo la quota minima per rappresentare la destra in Parlamento.

Frullani prosegue segnando tutti i passi evolutivi, che dal 2012 al 2020 hanno contraddistinto la crescita del partito, contestualizzandolo con le varie stagioni della politica nazionale, sino agli ultimi giorni dove i sondaggi indicano la conquista del secondo posto.

L’autore ha fatto intervenire nel suo libro ben 4 politologi di diversi orientamenti con posizioni diverse, concordanti su alcuni punti. Il primo è che Fratelli d’Italia è una realtà in espansione, di cui le altre forze politiche devono tener conto. Il secondo è che si tratta di una realtà legata al mondo della cultura, che va valorizzata, priva di “fascismo”.

Un viaggio da affrontare senza pregiudizi.

Fabrizio Frullani ha riportato tutta questa cronaca destinata a diventare storia con uno stile serrato e puntuale; il libro scorre dalla prima all'ultima pagina, e il lettore non prevenuto, quale che sia la sua appartenenza politica, non mancherà di trarre motivi di interesse e approfondimento da questa inchiesta documentata.

L'ingresso è libero e gratuito
Vi aspettiamo
... See MoreSee Less

1 month ago
🔴𝗘𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 2 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 17.30 

𝗟𝗮 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗧𝗮𝘁𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗙𝗿𝘂𝗹𝗹𝗮𝗻𝗶, 𝗰𝗼𝗻 𝗧𝗮𝘁𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮, 𝗚𝗲𝗺𝗺𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗙𝗶𝘁𝘁𝗼: 𝗗𝗮 𝗗𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗮 𝗗𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮” (𝗲𝗱. 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗽)

📌𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 2 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 17.30,
𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐂𝐚𝐫𝐝𝐮𝐜𝐜𝐢

Per la rassegna Incontri dAutore la Fondazione Tatarella presenterà il libro del giornalista #FabrizioFrullani, Da Destra a Destra -Storia, scena e retroscena del cammino di Fratelli dItalia”, edito da #Secop 

La presentazione, nel pieno rispetto delle norme anti Covid, si svolgerà 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀ 2 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 17.30, 𝗮 𝗕𝗮𝗿𝗶, nella suggestiva cornice di 𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗻𝗮𝘇𝘇𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗱𝘂𝗰𝗰𝗶.

L’evento - promosso anche dalla 
𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮 𝗡𝗲𝘄 𝗗𝗶𝗿𝗲𝗰𝘁𝗶𝗼𝗻 𝗲 𝗱𝗮 𝗘𝗖𝗥, 𝗚𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗶 - sarà introdotto dal Vice Presidente della Fondazione Fabrizio Tatarella e vedrà la partecipazione dell’autore e dei parlamentari Marcello Gemmato  e Raffaele Fitto, Co-Presidente del Gruppo dei Conservatori al Parlamento Europeo.

✍️𝗙𝗮𝗯𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗙𝗿𝘂𝗹𝗹𝗮𝗻𝗶,
vicecapo redattore del TG2, segue la cronaca parlamentare da trentanni e i principali avvenimenti della politica nazionale, europea e internazionale. Volto noto del telegiornale del secondo canale Rai, è stato spesso impegnato sul campo come inviato, protagonista e moderatore di eventi e dibattiti anche socio – culturali.

Ottimo conoscitore della destra italiana per averne raccontato la storia a partire dal MSI, con questo nuovo libro descrive puntualmente il rapido percorso di Fratelli d’Italia e la evoluzione della leadership di Giorgia Meloni. Il Vicecapo redattore del TG2 espone la cronologia della formazione politica che prese vita, nell’arco di pochi giorni del 2012, per presentarsi alle elezioni, riuscendo a raggiungere in breve tempo la quota minima per rappresentare la destra in Parlamento.

Frullani prosegue segnando tutti i passi evolutivi, che dal 2012 al 2020 hanno contraddistinto la crescita del partito, contestualizzandolo con le varie stagioni della politica nazionale, sino agli ultimi giorni dove i sondaggi indicano la conquista del secondo posto.

L’autore ha fatto intervenire nel suo libro ben 4 politologi di diversi orientamenti con posizioni diverse, concordanti su alcuni punti. Il primo è che Fratelli d’Italia è una realtà in espansione, di cui le altre forze politiche devono tener conto. Il secondo è che si tratta di una realtà legata al mondo della cultura, che va valorizzata, priva di “fascismo”.

Un viaggio da affrontare senza pregiudizi.

Fabrizio Frullani ha riportato tutta questa cronaca destinata a diventare storia con uno stile serrato e puntuale; il libro scorre dalla prima allultima pagina, e il lettore non prevenuto, quale che sia la sua appartenenza politica, non mancherà di trarre motivi di interesse e approfondimento da questa inchiesta documentata.

Lingresso è libero e gratuito
Vi aspettiamo

BRAY VISITA LA FONDAZIONE TATARELLA

Visita istituzionale alla sede della Fondazione Tatarella di Massimo Bray, Assessore alla cultura, turismo, sviluppo e impresa turistica della Regione Puglia. Già Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo nel 2013, Bray è Direttore generale della Treccani dal 2015, nonché intellettuale e autorevole studioso della cultura storico letteraria italiana.

Guidato dal Vice Presidente Avv. Fabrizio Tatarella e del Direttore della Fondazione Avv. Giuseppe Tatarella, Bray ha avuto modo di apprezzare la ricca Biblioteca della Fondazione, dichiarata dal Ministero per la Cultura di “eccezionale interesse culturale”, e l’Archivio documentale dichiarato di interesse “storico particolarmente importante” e attualmente sottoposto a interventi di riordino, inventariazione e digitalizzazione finanziati dal MiC.

Presenti all’incontro il Prof. Nicola Barbuti, ricercatore e docente del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro e CEO della DABIMUS srl, Spin Off UNIBA specializzata nella digitalizzazione di beni documentali, impegnata nel Progetto per digitalizzare e indicizzare l'importante archivio dei fratelli Pinuccio e Salvatore Tatarella, e Loredana Gianfrate e Marianna Lo Basso, CEO e archivista professionista della società Imago Cooperativa Sociale, che sta provvedendo al riordinamento e schedatura dell’imponente archivio.

La Fondazione Tatarella ha recentemente ottenuto un nuovo finanziamento per proseguire questo imponente progetto presentando una nuova proposta sul Bando del MiC per la Concessione dei contributi a progetti per interventi su archivi dei movimenti politici, che la Direzione Generale Archivi ha valutato positivamente.

La Fondazione, infatti, conserva patrimonio librario e documentale del Msi e di An di maggior consistenza sia qualitativa, che numerica nel panorama culturale nazionale della storia politica del Novecento, e rappresenta un unicum per quando riguarda la destra italiana e la sua recente evoluzione storica.

Proprio nei locali della sede istituzionale, che trasudano storia e politica dagli anni del dopoguerra in poi, Pinuccio Tatarella ha immaginato il percorso della destra italiana nella sua evoluzione in moderna forza di governo. Tra questi documenti e queste carte che appartengono ai due fratelli Tatarella è possibile ricostruire non solo la storia e le vicende politiche di due persone, ma l’intera storia di una comunità, quella della destra italiana, raccontata da fonti primarie nei suoi processi di trasformazione verso i nuovi scenari politici della storia contemporanea.
... See MoreSee Less

1 month ago

Comment on Facebook

Mio Tesoro Fabrizio.. Ho conosciuto L'anima di Giorgio Pinuccio e Salvatore.. Energia di civiltà e amore, perbenismo e stile di vita. STORIA. Grazie Pasquale Piemontese mattinata. AFFETTO Stima per la Missione di Educazione e perbenismo di bellezza. Abbracci!! A Mattinata Gargano. Progetto per la nostra Comunità. Lirica educativa per la scuola e per i nostri figli. Natalia Valli compositrice pianista soprano.Unica Meraviglia di BELLEZZA di Bel CANTO. Emozioni forti e bellezza. La politica è il parcheggio di professionisti falliti.. STIPENDIO fisso dallo stato. Riflettiamo..

«Riflettendo sul Rinascimento, ritroveremo l’energia per riconoscere i pericolosi difetti del tempo in cui viviamo e per illuminarci sui rimedi.»

Tutti ammiriamo i capola­vori di Leonardo e la poesia di Ariosto; tutti, parlando di politica, adottiamo più o meno consapevolmente il linguaggio di Machiavelli; in tanti ci siamo persi a contemplare la bellezza di Firenze, au­tentica invenzione del suo signore Lo­renzo de’ Medici. Nicola Gardini ha vo­luto far rivivere questa stagione luminosa e irripetibile che ancora oggi chiamiamo Rinascimento evocando le sue figure più celebri, ma anche personaggi meno scontati, eppure altrettanto affascinanti e influenti a livello europeo: il poeta Angelo Poliziano, il leggendario erudito Pico della Mirandola, il medico-scrittore Girolamo Fracastoro e una sor­prendente e quasi dimenticata studiosa padovana, Cassandra Fedele. Il suo libro li racconta liberandoli dalla polvere dei luoghi comuni e dei ricordi scolastici, restituendoli nelle loro passioni e am­bizioni, sullo sfondo di una realtà burrascosa in cui tutto sembra possibile. Nella varietà delle esperienze e dei testi, molti tradotti da lui, Gardi­ni rintraccia un filo rosso, una “sorgente nascosta” che alimenta tutta questa civiltà: l’ideale di un’immaginazione inesauribile, che crede nella ricerca e si avventura nello studio persuasa che la cultura e l’arte producano vita. Riletto e riscoperto in questa prospettiva il Rina­scimento esce dalle accademie e si propone a modello e chiave di rigenerazione per l’epoca tormentata in cui oggi viviamo.

Informazioni sull'autore (2019)

Nicola Gardini (1965) insegna Letteratura italiana e comparata all’Università di Oxford ed è autore di numerosi libri. Con il romanzo Le parole perdute di Amelia Lynd ha vinto il premio Viareggio-Rèpaci 2012. La sua ultima raccolta di poesie è Istruzioni per dipingere. Ha curato edizioni di classici antichi e moderni, tra cui Catullo, Marco Aurelio, Ted Hughes, Emily Dickinson. Per Garzanti ha firmato Viva il latino, in corso di pubblicazione in numerosi paesi, Con Ovidio, Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo e Il libro è quella cosa.

Il suo sito web è www.nicolagardini.com
... See MoreSee Less

1 month ago
«Riflettendo sul Rinascimento, ritroveremo l’energia per riconoscere i pericolosi difetti del tempo in cui viviamo e per illuminarci sui rimedi.»

Tutti ammiriamo i capola­vori di Leonardo e la poesia di Ariosto; tutti, parlando di politica, adottiamo più o meno consapevolmente il linguaggio di Machiavelli; in tanti ci siamo persi a contemplare la bellezza di Firenze, au­tentica invenzione del suo signore Lo­renzo de’ Medici. Nicola Gardini ha vo­luto far rivivere questa stagione luminosa e irripetibile che ancora oggi chiamiamo Rinascimento evocando le sue figure più celebri, ma anche personaggi meno scontati, eppure altrettanto affascinanti e influenti a livello europeo: il poeta Angelo Poliziano, il leggendario erudito Pico della Mirandola, il medico-scrittore Girolamo Fracastoro e una sor­prendente e quasi dimenticata studiosa padovana, Cassandra Fedele. Il suo libro li racconta liberandoli dalla polvere dei luoghi comuni e dei ricordi scolastici, restituendoli nelle loro passioni e am­bizioni, sullo sfondo di una realtà burrascosa in cui tutto sembra possibile. Nella varietà delle esperienze e dei testi, molti tradotti da lui, Gardi­ni rintraccia un filo rosso, una “sorgente nascosta” che alimenta tutta questa civiltà: l’ideale di un’immaginazione inesauribile, che crede nella ricerca e si avventura nello studio persuasa che la cultura e l’arte producano vita. Riletto e riscoperto in questa prospettiva il Rina­scimento esce dalle accademie e si propone a modello e chiave di rigenerazione per l’epoca tormentata in cui oggi viviamo.

Informazioni sullautore (2019)

Nicola Gardini (1965) insegna Letteratura italiana e comparata all’Università di Oxford ed è autore di numerosi libri. Con il romanzo Le parole perdute di Amelia Lynd ha vinto il premio Viareggio-Rèpaci 2012. La sua ultima raccolta di poesie è Istruzioni per dipingere. Ha curato edizioni di classici antichi e moderni, tra cui Catullo, Marco Aurelio, Ted Hughes, Emily Dickinson. Per Garzanti ha firmato Viva il latino, in corso di pubblicazione in numerosi paesi, Con Ovidio, Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo e Il libro è quella cosa.

Il suo sito web è www.nicolagardini.com

DONA IL 5X1000 ALLA FONDAZIONE TATARELLA
Due parole sul 5X1000.
Dire "non mi interessa non lo do a nessuno" è sbagliato, perché la differenza sta nel fatto che se lo destinate voi, siete voi a decidere chi ne deve usufruire, se non lo destinate voi, sarà lo Stato a decidere per voi a chi darlo.
Il 5X1000 non è alternativo all'8x1000 e al 2x1000 ai partiti politici. Si possono fare tutti o solo alcuni. Se ti piacciono le iniziative promosse dalla Fondazione Tatarella con un gesto che non costa nulla, la tua firma e il codice fiscale della Fondazione nella tua dichiarazione dei redditi, puoi fare molto per la cultura. Grazie
... See MoreSee Less

1 month ago
DONA IL 5X1000 ALLA FONDAZIONE TATARELLA
Due parole sul 5X1000.
Dire non mi interessa non lo do a nessuno è sbagliato, perché la differenza sta nel fatto che se lo destinate voi, siete voi a decidere chi ne deve usufruire, se non lo destinate voi, sarà lo Stato a decidere per voi a chi darlo.
Il 5X1000 non è alternativo all8x1000 e al 2x1000 ai partiti politici. Si possono fare tutti o solo alcuni. Se ti piacciono le iniziative promosse dalla Fondazione Tatarella con un gesto che non costa nulla, la tua firma e il codice fiscale della Fondazione nella tua dichiarazione dei redditi, puoi fare molto per la cultura. Grazie

📣𝗟𝗮 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗧𝗮𝘁𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗙𝗿𝘂𝗹𝗹𝗮𝗻𝗶, 𝗰𝗼𝗻 𝗧𝗮𝘁𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮, 𝗚𝗲𝗺𝗺𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗙𝗶𝘁𝘁𝗼: "𝗗𝗮 𝗗𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗮 𝗗𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮” (𝗲𝗱. 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗽)

📌𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 2 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 18.30,
𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐂𝐚𝐫𝐝𝐮𝐜𝐜𝐢

Per la rassegna "Incontri d'Autore" la Fondazione Tatarella presenterà il libro del giornalista #FabrizioFrullani, Da Destra a Destra -Storia, scena e retroscena del cammino di Fratelli d'Italia”, edito da #Secop

La presentazione, nel pieno rispetto delle norme anti Covid, si svolgerà 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀ 2 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 18.30, 𝗮 𝗕𝗮𝗿𝗶, nella suggestiva cornice di 𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗻𝗮𝘇𝘇𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗱𝘂𝗰𝗰𝗶.

L’evento - promosso anche dalla
𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮 𝗡𝗲𝘄 𝗗𝗶𝗿𝗲𝗰𝘁𝗶𝗼𝗻 𝗲 𝗱𝗮 𝗘𝗖𝗥, 𝗚𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗶 - sarà introdotto dal Vice Presidente della Fondazione Fabrizio Tatarella e vedrà la partecipazione dell’autore e dei parlamentari Marcello Gemmato e Raffaele Fitto, Co-Presidente del Gruppo dei Conservatori al Parlamento Europeo.

✍️𝗙𝗮𝗯𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗙𝗿𝘂𝗹𝗹𝗮𝗻𝗶,
vicecapo redattore del TG2, segue la cronaca parlamentare da trent'anni e i principali avvenimenti della politica nazionale, europea e internazionale. Volto noto del telegiornale del secondo canale Rai, è stato spesso impegnato sul campo come inviato, protagonista e moderatore di eventi e dibattiti anche socio – culturali-

Ottimo conoscitore della destra italiana per averne raccontato la storia a partire dal MSI, con questo nuovo libro descrive puntualmente il rapido percorso di Fratelli d’Italia e la evoluzione della leadership di Giorgia Meloni. Il Vicecapo redattore del TG2 espone la cronologia della formazione politica che prese vita, nell’arco di pochi giorni del 2012, per presentarsi alle elezioni, riuscendo a raggiungere in breve tempo la quota minima per rappresentare la destra in Parlamento.

Frullani prosegue segnando tutti i passi evolutivi, che dal 2012 al 2020 hanno contraddistinto la crescita del partito, contestualizzandolo con le varie stagioni della politica nazionale, sino agli ultimi giorni dove i sondaggi indicano la conquista del secondo posto.

L’autore ha fatto intervenire nel suo libro ben 4 politologi di diversi orientamenti con posizioni diverse, concordanti su alcuni punti. Il primo è che Fratelli d’Italia è una realtà in espansione, di cui le altre forze politiche devono tener conto. Il secondo è che si tratta di una realtà legata al mondo della cultura, che va valorizzata, priva di “fascismo”.

Un viaggio da affrontare senza pregiudizi.

Fabrizio Frullani ha riportato tutta questa cronaca destinata a diventare storia con uno stile serrato e puntuale; il libro scorre dalla prima all'ultima pagina, e il lettore non prevenuto, quale che sia la sua appartenenza politica, non mancherà di trarre motivi di interesse e approfondimento da questa inchiesta documentata.

L'ingresso è libero e gratuito
Vi aspettiamo
... See MoreSee Less

1 month ago
📣𝗟𝗮 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗧𝗮𝘁𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗙𝗿𝘂𝗹𝗹𝗮𝗻𝗶, 𝗰𝗼𝗻 𝗧𝗮𝘁𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮, 𝗚𝗲𝗺𝗺𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗙𝗶𝘁𝘁𝗼: 𝗗𝗮 𝗗𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗮 𝗗𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮” (𝗲𝗱. 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗽)

📌𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 2 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 18.30,
𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐂𝐚𝐫𝐝𝐮𝐜𝐜𝐢

Per la rassegna Incontri dAutore la Fondazione Tatarella presenterà il libro del giornalista #FabrizioFrullani, Da Destra a Destra -Storia, scena e retroscena del cammino di Fratelli dItalia”, edito da #Secop 

La presentazione, nel pieno rispetto delle norme anti Covid, si svolgerà 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀ 2 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 18.30, 𝗮 𝗕𝗮𝗿𝗶, nella suggestiva cornice di 𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗻𝗮𝘇𝘇𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗱𝘂𝗰𝗰𝗶.

L’evento - promosso anche dalla 
𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮 𝗡𝗲𝘄 𝗗𝗶𝗿𝗲𝗰𝘁𝗶𝗼𝗻 𝗲 𝗱𝗮 𝗘𝗖𝗥, 𝗚𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗶 - sarà introdotto dal Vice Presidente della Fondazione Fabrizio Tatarella e vedrà la partecipazione dell’autore e dei parlamentari Marcello Gemmato  e Raffaele Fitto, Co-Presidente del Gruppo dei Conservatori al Parlamento Europeo.

✍️𝗙𝗮𝗯𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗙𝗿𝘂𝗹𝗹𝗮𝗻𝗶,
vicecapo redattore del TG2, segue la cronaca parlamentare da trentanni e i principali avvenimenti della politica nazionale, europea e internazionale. Volto noto del telegiornale del secondo canale Rai, è stato spesso impegnato sul campo come inviato, protagonista e moderatore di eventi e dibattiti anche socio – culturali-

Ottimo conoscitore della destra italiana per averne raccontato la storia a partire dal MSI, con questo nuovo libro descrive puntualmente il rapido percorso di Fratelli d’Italia e la evoluzione della leadership di Giorgia Meloni. Il Vicecapo redattore del TG2 espone la cronologia della formazione politica che prese vita, nell’arco di pochi giorni del 2012, per presentarsi alle elezioni, riuscendo a raggiungere in breve tempo la quota minima per rappresentare la destra in Parlamento.

Frullani prosegue segnando tutti i passi evolutivi, che dal 2012 al 2020 hanno contraddistinto la crescita del partito, contestualizzandolo con le varie stagioni della politica nazionale, sino agli ultimi giorni dove i sondaggi indicano la conquista del secondo posto.

L’autore ha fatto intervenire nel suo libro ben 4 politologi di diversi orientamenti con posizioni diverse, concordanti su alcuni punti. Il primo è che Fratelli d’Italia è una realtà in espansione, di cui le altre forze politiche devono tener conto. Il secondo è che si tratta di una realtà legata al mondo della cultura, che va valorizzata, priva di “fascismo”.

Un viaggio da affrontare senza pregiudizi.

Fabrizio Frullani ha riportato tutta questa cronaca destinata a diventare storia con uno stile serrato e puntuale; il libro scorre dalla prima allultima pagina, e il lettore non prevenuto, quale che sia la sua appartenenza politica, non mancherà di trarre motivi di interesse e approfondimento da questa inchiesta documentata.

Lingresso è libero e gratuito
Vi aspettiamo

Nel segno di una viva e proficua collaborazione con la Regione Puglia vi invitiamo a guardare il video di sostegno alla ripartenza del settore turistico e di condividerlo il più possibile sui vostri profili. Grazie Puglia, una storia d'amore.
Innamorati di questa meravigliosa terra. #WeAreinPuglia #FondazioneTatarella #Cultura
... See MoreSee Less

1 month ago
Video image

Comment on Facebook

“Quale futuro per l’Europa?” Il Presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei ne ha parlato oggi a Miskolc, in un'altra tappa del suo tour, nell’Ungheria dell’est in un convegno organizzato da Mathias Corvinus Collegium - MCC ... See MoreSee Less

1 month ago
“Quale futuro per l’Europa?” Il Presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei ne ha parlato oggi a Miskolc, in unaltra tappa del suo tour, nell’Ungheria dell’est in un convegno organizzato da Mathias Corvinus Collegium - MCC

Da destra a destra. Storia, scena e retroscena del cammino di Fratelli d'Italia

Fabrizio Frullani

Secop, 2020 - 156 pagine

Fabrizio Frullani ha riportato tutta questa cronaca destinata a diventare storia con uno stile serrato e puntuale; il libro scorre dalla prima all'ultima pagina, e il lettore non prevenuto, quale che sia la sua appartenenza politica, non mancherà di trarre motivi di interesse e approfondimento da questa inchiesta documentata.

Informazioni bibliografiche

Titolo: Da destra a destra. Storia, scena e retroscena del cammino di Fratelli d'Italia

Volume 24 di Collana "Scienza e conoscenza"

Autore: Fabrizio Frullani

Editore: Secop, 2020

ISBN: 8894862852, 9788894862850

Lunghezza:156 pagine
... See MoreSee Less

1 month ago
Da destra a destra. Storia, scena e retroscena del cammino di Fratelli dItalia

Fabrizio Frullani

Secop, 2020 - 156 pagine

Fabrizio Frullani ha riportato tutta questa cronaca destinata a diventare storia con uno stile serrato e puntuale; il libro scorre dalla prima allultima pagina, e il lettore non prevenuto, quale che sia la sua appartenenza politica, non mancherà di trarre motivi di interesse e approfondimento da questa inchiesta documentata.

Informazioni bibliografiche

Titolo: Da destra a destra. Storia, scena e retroscena del cammino di Fratelli dItalia

Volume 24 di Collana Scienza e conoscenza

Autore: Fabrizio Frullani 

Editore: Secop, 2020

ISBN: 8894862852, 9788894862850

Lunghezza:156 pagine

"È un onore aver vinto con il mio libro “Conservare la natura” il Premio Acqui ambiente, uno dei più prestigiosi premi letterari italiani dedicati alla saggistica, il 3 luglio ritirerò il libro ad Acqui Terme, intanto grazie di cuore alla giuria e a tutti i lettori".
Così dichiara il Presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei . A lui i nostri auguri.
... See MoreSee Less

1 month ago
È un onore aver vinto con il mio libro “Conservare la natura” il Premio Acqui ambiente, uno dei più prestigiosi premi letterari italiani dedicati alla saggistica, il 3 luglio ritirerò il libro ad Acqui Terme, intanto grazie di cuore alla giuria e a tutti i lettori.
Così dichiara il Presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei . A lui i nostri auguri.

Questa sera alle ore 21:00 il Presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei sarà ospite del programma Linea sera su Canale Italia (canale 83), si parlerà di politica e ambiente. ... See MoreSee Less

1 month ago
Questa sera alle ore 21:00 il Presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei  sarà ospite del programma Linea sera su Canale Italia (canale 83), si parlerà di politica e ambiente.

In ricordo del Presidente Massimo Anderson. ... See MoreSee Less

1 month ago
In ricordo del Presidente Massimo Anderson.

Angela Filipponio Tatarella (a cura di), Giuseppe Tatarella: le parole dell'azione, Roma, Camera dei Deputati, 2009.

Parole e frasi comuni

#DestraDiGoverno #AlleanzaNazionale
#Tatarella #BuonGoverno #Parlamento
#Sud #Mezzogiorno #Fini #Berlusconi

Informazioni bibliografiche

Titolo: Giuseppe Tatarella: le parole dell'azione

Collaboratori: Angiola Filipponio Tatarella

Parlamento. Camera dei deputati

Editore: Camera dei deputati, 2009

Lunghezza: 301 pagine
... See MoreSee Less

1 month ago
Angela Filipponio Tatarella (a cura di), Giuseppe Tatarella: le parole dellazione, Roma, Camera dei Deputati, 2009.

Parole e frasi comuni

#DestraDiGoverno #AlleanzaNazionale
#Tatarella #BuonGoverno #Parlamento
#Sud #Mezzogiorno #Fini #Berlusconi 

Informazioni bibliografiche

Titolo: Giuseppe Tatarella: le parole dellazione

Collaboratori: Angiola Filipponio Tatarella

Parlamento. Camera dei deputati

Editore: Camera dei deputati, 2009

Lunghezza: 301 pagine

#IlLibrodioggi #BibliotecaTatarella #Cultura ❤️📚 ... See MoreSee Less

2 months ago
#IlLibrodioggi #BibliotecaTatarella #Cultura ❤️📚

Da almeno un decennio l’Occidente è scosso da due fenomeni imponenti: il crescente assenteismo elettorale e la nascita di movimenti e partiti che, pur di segno diverso, sono unificati dal violento movente antipolitico e antidemocratico. Nel frattempo regimi evidentemente dispotici diventano attori primari nel contesto planetario: Russia, Cina, i paesi del petrolio.
Questi poli disegnano una situazione potenzialmente critica, quale non si era mai vista dalla fine della Seconda Guerra mondiale, che è probabilmente una crisi storica: il modello democratico sta forse arrivando al suo termine?
Come la democrazia fallisce smonta pezzo a pezzo il glorioso paradigma democratico, mostrando che esso funziona a patto di prendere le sue componenti non come principi veri o promesse reali ma come “finzioni”, cioè come obiettivi impossibili, che nondimeno riescono a guidare il comportamento.
Questi principi sono oggi avviluppati in insanabili contraddizioni. Prendendo per vero l’ideale di uguaglianza ad esempio si è finiti in irreparabili eccessi ed errori, come l’erosione di qualunque idea di autorità; assumendo come vera l’idea che la democrazia è una fata generosa, si pretende dalla sfera pubblica una miriade di prestazioni a cui essa non può fare fronte. Nel frattempo, con il supporto della globalizzazione si sono formati nuovi poteri, non derivanti da elezioni di alcun tipo e indifferenti a confini e sovranità statali, che prosperano all’ombra della democrazia mentre ne svuotano il significato, privando di potere gli stati sovrani.
Sospinto da un incalzante ritmo argomentativo e basato su un’impeccabile rete di riferimenti classici e moderni, Come la democrazia fallisce continua e approfondisce l’analisi della modernità occidentale delineata da Raffaele Simone in Il Mostro Mite.

Informazioni bibliografiche

Titolo: Come la democrazia fallisce
Garzanti Saggi

Autore: Raffaele Simone

Editore: GarzantiI

SBN:8811143810, 9788811143819

Lunghezza219 pagine
... See MoreSee Less

2 months ago
Da almeno un decennio l’Occidente è scosso da due fenomeni imponenti: il crescente assenteismo elettorale e la nascita di movimenti e partiti che, pur di segno diverso, sono unificati dal violento movente antipolitico e antidemocratico. Nel frattempo regimi evidentemente dispotici diventano attori primari nel contesto planetario: Russia, Cina, i paesi del petrolio.
Questi poli disegnano una situazione potenzialmente critica, quale non si era mai vista dalla fine della Seconda Guerra mondiale, che è probabilmente una crisi storica: il modello democratico sta forse arrivando al suo termine?
Come la democrazia fallisce smonta pezzo a pezzo il glorioso paradigma democratico, mostrando che esso funziona a patto di prendere le sue componenti non come principi veri o promesse reali ma come “finzioni”, cioè come obiettivi impossibili, che nondimeno riescono a guidare il comportamento.
Questi principi sono oggi avviluppati in insanabili contraddizioni. Prendendo per vero l’ideale di uguaglianza ad esempio si è finiti in irreparabili eccessi ed errori, come l’erosione di qualunque idea di autorità; assumendo come vera l’idea che la democrazia è una fata generosa, si pretende dalla sfera pubblica una miriade di prestazioni a cui essa non può fare fronte. Nel frattempo, con il supporto della globalizzazione si sono formati nuovi poteri, non derivanti da elezioni di alcun tipo e indifferenti a confini e sovranità statali, che prosperano all’ombra della democrazia mentre ne svuotano il significato, privando di potere gli stati sovrani.
Sospinto da un incalzante ritmo argomentativo e basato su un’impeccabile rete di riferimenti classici e moderni, Come la democrazia fallisce continua e approfondisce l’analisi della modernità occidentale delineata da Raffaele Simone in Il Mostro Mite.

Informazioni bibliografiche

Titolo: Come la democrazia fallisce
Garzanti Saggi

Autore: Raffaele Simone

Editore: GarzantiI

SBN:8811143810, 9788811143819

Lunghezza219 pagine

La Santa Messa di trigesimo per l'amico Lillino D'Erasmo si terrà oggi alle ore 19:00 presso la Chiesa di San Ferdinando. Bari, via Sparano. ... See MoreSee Less

2 months ago
La  Santa Messa di trigesimo per lamico Lillino DErasmo si terrà oggi alle ore 19:00 presso la Chiesa di San Ferdinando. Bari, via Sparano.

"Carta straccia" non è un pedante trattato sui media. È un libro carogna, un racconto all'arma bianca, sornione e beffardo, pieno di ricordi. Mette in scena una quantità di personaggi, tutti attori di una recita alla quale ho partecipato anch'io: l'informazione stampata e televisiva, di volta in volta commedia o tragedia. Sono un signore che ha trascorso cinquant'anni nei giornali, lavorando in molte testate con incarichi diversi. Che cosa ho capito della mia professione? All'inizio pensavo che avesse la forza di un gigante, in grado di vincere su chiunque. Poi ho cambiato opinione: in realtà, il nostro è un potere inutile, serve a poco, non conta quasi nulla rispetto a quello politico, economico e giudiziario. Il perché lo spiego in "Carta straccia". Dopo un'occhiata al passato, la mia prima macchina per scrivere e l'apprendistato ferreo imposto da direttori senza pietà, vi compaiono i capi delle grandi testate di oggi. E i misfatti delle loro truppe. La faziosità politica dilagante. Gli errori a raffica. Le interviste ruffiane. Le vendette tra colleghi. Lo schierarsi in due campi contrapposti, divisi da un'ostilità profonda. Il centrodestra, dove si affermano Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri, con le campagne di stampa condotte senza guardare in faccia a nessuno. E il centrosinistra, dominato dalla potenza guerrigliera di Ezio Mauro e dalle ambizioni politiche di Carlo De Benedetti, nemici giurati di Silvio Berlusconi". (Giampaolo Pansa).

Informazioni bibliografiche

Titolo: Carta straccia. Il potere inutile dei giornalisti italiani

Autore: Giampaolo Pansa

EditoreRizzoli, 2011

ISBN8817055298, 9788817055291

Lunghezza423 pagine
... See MoreSee Less

2 months ago
Carta straccia non è un pedante trattato sui media. È un libro carogna, un racconto allarma bianca, sornione e beffardo, pieno di ricordi. Mette in scena una quantità di personaggi, tutti attori di una recita alla quale ho partecipato anchio: linformazione stampata e televisiva, di volta in volta commedia o tragedia. Sono un signore che ha trascorso cinquantanni nei giornali, lavorando in molte testate con incarichi diversi. Che cosa ho capito della mia professione? Allinizio pensavo che avesse la forza di un gigante, in grado di vincere su chiunque. Poi ho cambiato opinione: in realtà, il nostro è un potere inutile, serve a poco, non conta quasi nulla rispetto a quello politico, economico e giudiziario. Il perché lo spiego in Carta straccia. Dopo unocchiata al passato, la mia prima macchina per scrivere e lapprendistato ferreo imposto da direttori senza pietà, vi compaiono i capi delle grandi testate di oggi. E i misfatti delle loro truppe. La faziosità politica dilagante. Gli errori a raffica. Le interviste ruffiane. Le vendette tra colleghi. Lo schierarsi in due campi contrapposti, divisi da unostilità profonda. Il centrodestra, dove si affermano Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri, con le campagne di stampa condotte senza guardare in faccia a nessuno. E il centrosinistra, dominato dalla potenza guerrigliera di Ezio Mauro e dalle ambizioni politiche di Carlo De Benedetti, nemici giurati di Silvio Berlusconi. (Giampaolo Pansa).

Informazioni bibliografiche

Titolo: Carta straccia. Il potere inutile dei giornalisti italiani

Autore: Giampaolo Pansa

EditoreRizzoli, 2011

ISBN8817055298, 9788817055291

Lunghezza423 pagine

Nel video per il media ungherese Axióma il Presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei ha esposto tre idee per il futuro dell’Unione europea intesa come una confederazione basata su un’Europa delle nazioni e dei popoli che riconosca la centralità delle radici cristiane.

Quarda il video 👉https://fb.watch/64hQpx_vxd/
... See MoreSee Less

2 months ago

Se la trattativa fosse un reato, se lo Stato avesse ceduto, se la mafia avesse tratto benefici, allora le istituzioni sarebbero colpevoli. Ma non è così. Giovanni Fiandaca e Salvatore Lupo sostengono una tesi sorprendente: l'impianto accusatorio del pool di magistrati di Palermo non regge, i comportamenti di cui all'accusa non sono reato e Cosa Nostra non è stata salvata. Perché dunque si è scelto di celebrare questo processo? Perché gli italiani hanno bisogno di pensare che la mafia abbia vinto (e debba sempre vincere)? Uno sguardo nuovo su un processo ricco di ambiguità, di coni d'ombra, di nodi tecnici da sciogliere, nel quale si fondono e si confondono tre piani: giudiziario, storico-politico, etico.

Informazioni sull'autore (2014)

Giovanni Fiandaca insegna Diritto penale, di cui è uno dei maggiori studiosi, presso l'Università di Palermo. È stato membro del Consiglio superiore della Magistratura, ha presieduto due commissioni ministeriali di riforma in materia di criminalità organizzata e attualmente è Garante dei diritti dei detenuti per la Regione siciliana. Autore di un noto manuale di diritto penale edito da Zanichelli, di opere monografiche e di numerosi saggi.

Salvatore Lupo insegna Storia contemporanea all'Università di Palermo. Autore di numerosi studi sulla storia della società meridionale tra Otto e Novecento, ha pubblicato, tra l'altro: per Donzelli, Andreotti, la mafia, la storia d'Italia (1996); Partito e antipartito. Una storia politica della prima Repubblica (2004); Storia della mafia. Dalle origini ai giorni nostri (n.e., 2004); Il fascismo. La politica in un regime totalitario (2005); Che cos'è la mafia. Sciascia e Andreotti, l'antimafia e la politica (2007); per Einaudi, Quando la mafia trovò l'America (2008).

Informazioni bibliografiche

TitoloLa mafia non ha vinto: Il labirinto della trattativa
Saggi Tascabili Laterza

AutoriGiovanni Fiandaca, Salvatore Lupo

EditoreGius.Laterza & Figli SpaI

SBN8858111907, 9788858111901

Lunghezza168 pagine
... See MoreSee Less

2 months ago
Se la trattativa fosse un reato, se lo Stato avesse ceduto, se la mafia avesse tratto benefici, allora le istituzioni sarebbero colpevoli. Ma non è così. Giovanni Fiandaca e Salvatore Lupo sostengono una tesi sorprendente: limpianto accusatorio del pool di magistrati di Palermo non regge, i comportamenti di cui allaccusa non sono reato e Cosa Nostra non è stata salvata. Perché dunque si è scelto di celebrare questo processo? Perché gli italiani hanno bisogno di pensare che la mafia abbia vinto (e debba sempre vincere)? Uno sguardo nuovo su un processo ricco di ambiguità, di coni dombra, di nodi tecnici da sciogliere, nel quale si fondono e si confondono tre piani: giudiziario, storico-politico, etico.

Informazioni sullautore (2014)

Giovanni Fiandaca insegna Diritto penale, di cui è uno dei maggiori studiosi, presso lUniversità di Palermo. È stato membro del Consiglio superiore della Magistratura, ha presieduto due commissioni ministeriali di riforma in materia di criminalità organizzata e attualmente è Garante dei diritti dei detenuti per la Regione siciliana. Autore di un noto manuale di diritto penale edito da Zanichelli, di opere monografiche e di numerosi saggi.

Salvatore Lupo insegna Storia contemporanea allUniversità di Palermo. Autore di numerosi studi sulla storia della società meridionale tra Otto e Novecento, ha pubblicato, tra laltro: per Donzelli, Andreotti, la mafia, la storia dItalia (1996); Partito e antipartito. Una storia politica della prima Repubblica (2004); Storia della mafia. Dalle origini ai giorni nostri (n.e., 2004); Il fascismo. La politica in un regime totalitario (2005); Che cosè la mafia. Sciascia e Andreotti, lantimafia e la politica (2007); per Einaudi, Quando la mafia trovò lAmerica (2008).

Informazioni bibliografiche 

TitoloLa mafia non ha vinto: Il labirinto della trattativa
Saggi Tascabili Laterza

AutoriGiovanni Fiandaca, Salvatore Lupo

EditoreGius.Laterza & Figli SpaI

SBN8858111907, 9788858111901

Lunghezza168 pagine

La Rassegna Incontri d'Autore riparte con Vera Slepoj

Grazie a tutti coloro che questo pomeriggio hanno partecipato all'incontro con la dottoressa #VeraSlepoj, che ha fatto luce su tematiche delicate e complesse con la competenza e la chiarezza che da sempre la contraddistinguono.
Abbiamo parlato del suo ultimo libro, di facile lettura ma di grande attualità e rilevanza, "L'orologio della mente".
È stato bello rivedervi; finalmente e dinuovo occhi negli occhi: sinceri, curiosi e sorridenti.
Presto Vi comunicheremo i prossimi eventi.
Grazie alla nostra ospite d'eccezione e a tutti Voi.
... See MoreSee Less

2 months ago

... See MoreSee Less

2 months ago