Fondazione Giuseppe Tatarella

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Era l'8 agosto 1956 quando nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio, si sviluppò un incendio, causato dalla combustione d'olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica. Le fiamme, nate nel condotto d'entrata d'aria principale, riempirono di fumo tutto l'impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 minatori dei 275 al lavoro: 136 erano immigrati italiani. ... Mostra tuttoMostra meno

Era l8 agosto 1956 quando nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio, si sviluppò un incendio, causato dalla combustione dolio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica. Le fiamme, nate nel condotto dentrata daria principale, riempirono di fumo tutto limpianto sotterraneo, provocando la morte di 262 minatori dei 275 al lavoro: 136 erano immigrati italiani.

“Coraggio Fratelli! Coraggio e costanza!. Per liberarvi più presto, combattiamo senza respiro. Nel Trentino, nel Cadore, nella Carnia, su l’Isonzo, conquistiamo terreno ogni giorno: Non v’è sfrozo del nemico che non sia rotto dal valore dei nostri. Non v’è menzogna impudente che non sia sgonfiata dalle nostre baionette. Abbiamo già fatto più di ventimila prigionieri. In breve tutto il Carso sarà espugnato. Io ve lo dico, io ve lo giuro, fratelli: la nostra vittoria è certa. La bandiera d’Italia sarà piantata sul grande Arsenale e sul Colle di San Giusto. Coraggio e costanza! La fine del vostro martirio è prossima. L’alba della nostra allegrezza è imminente. Dall’alto di queste ali italiane che conduce il prode Miraglia, a voi getto per pegno questo messaggio e il mio cuore. Io, Gabriele D’Annunzio. Nel cielo della Patria 7 agosto 1915
#PagineDiStoria #DAnnunzio #Patria #Italia 🇮🇹
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“Coraggio Fratelli! Coraggio e costanza!. Per liberarvi più presto, combattiamo senza respiro. Nel Trentino, nel Cadore, nella Carnia, su l’Isonzo, conquistiamo terreno ogni giorno: Non v’è sfrozo del nemico che non sia rotto dal valore dei nostri. Non v’è menzogna impudente che non sia sgonfiata dalle nostre baionette. Abbiamo già fatto più di ventimila prigionieri. In breve tutto il Carso sarà espugnato. Io ve lo dico, io ve lo giuro, fratelli: la nostra vittoria è certa. La bandiera d’Italia sarà piantata sul grande Arsenale e sul Colle di San Giusto. Coraggio e costanza! La fine del vostro martirio è prossima. L’alba della nostra allegrezza è imminente. Dall’alto di queste ali italiane che conduce il prode Miraglia, a voi getto per pegno questo messaggio e il mio cuore. Io, Gabriele D’Annunzio. Nel cielo della Patria 7 agosto 1915
#PagineDiStoria #DAnnunzio #Patria #Italia 🇮🇹

#Bologna Ore 10.25
2 Agosto 1980 + 2 Agosto 2020

Strage di Bologna, chi è Stato?

“Il 2 agosto 1980, Cossiga era presidente del consiglio. E’ lui ad accreditare la pista nera come l’unica da percorrere. Dopo la caduta del muro di Berlino, Cossiga si pentì spiegando di essere stato vittima di un pregiudizio ideologico. Divenne il più convinto sostenitore dell’estraneità dei Nar alla strage di Bologna. A partire dal 2005 rivelò circostanze inedite, rivelando il lodo Moro (l’accordo tra governo italiano e resistenza palestinese per impedire attentati in Italia, nda) e il contenzioso con il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina causato dall’arresto a Bologna del rappresentante in Italia di tale organizzazione, interna all’Olp ma contraria alla linea di Arafat e vicina all’Urss. Proprio questo contenzioso, scaturito dalla violazione dell’accordo, avrebbe provocato l’allarme di un attentato ritorsivo in Italia nei giorni precedenti la strage di Bologna..."

Dal libro "I segreti di Bologna" scritto a quattro mani dall'ex magistrato Rosario Priore e dall'Avv. Valerio Cutonilli.
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#Bologna Ore 10.25
2 Agosto 1980 + 2 Agosto 2020

Strage di Bologna, chi è Stato?

“Il 2 agosto 1980, Cossiga era presidente del consiglio. E’ lui ad accreditare la pista nera come l’unica da percorrere. Dopo la caduta del muro di Berlino, Cossiga si pentì spiegando di essere stato vittima di un pregiudizio ideologico. Divenne il più convinto sostenitore dell’estraneità dei Nar alla strage di Bologna. A partire dal 2005 rivelò circostanze inedite, rivelando il lodo Moro (l’accordo tra governo italiano e resistenza palestinese per impedire attentati in Italia, nda) e il contenzioso con il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina causato dall’arresto a Bologna del rappresentante in Italia di tale organizzazione, interna all’Olp ma contraria alla linea di Arafat e vicina all’Urss. Proprio questo contenzioso, scaturito dalla violazione dell’accordo, avrebbe provocato l’allarme di un attentato ritorsivo in Italia nei giorni precedenti la strage di Bologna...

Dal libro I segreti di Bologna scritto a quattro mani dallex magistrato Rosario Priore e dallAvv. Valerio Cutonilli.

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Le stragi terroristiche rosse e nere hanno una caratteristica comune : gli esecutori sono militanti, ma i mandanti provengono dallo Stato

IL LIBRO – Il movimento futurista è una pagina ancora aperta della cultura italiana. Il Fascismo sembrò essere la forma politica in cui venivano a concretizzarsi le teorie della innovazione morale e sociale del Futurismo. L'illusione durò lo spazio di un mattino, anche se molti quadri intellettuali fascisti - che diventarono classe dirigente nel giornalismo, nelle attività dello spettacolo, della editoria, della letteratura - si erano proprio formati con le esperienze futuriste.
In verità la molla segreta del Futurismo è la sua (irripetibile nell'età dell'arte-consumo) anima straordinariamente inquieta ed ambiguamente divisa tra impegno socio-politico e allegria del fantastico, tentazione della modernità tecnico-scientifica e ricreazione della purezza classica tra cultura internazionale e originalità provinciale.
Questo bel volume di Pasquale Sorrenti non si limita a una puntuale ricostruzione della presenza culturale meridionale e pugliese nel Futurismo, in specie, ma fa emergere il contributo delle culture «periferiche», «provinciali» indicando (riscoprendo) vere personalità protagoniste come Mario Carli (San Severo 1889-Roma 1935) che è figura centrale del libro. E, con una gran massa di dati e di informazioni preziose - com'è costume del Sorrenti - vengono ricordati: Abbatecola Oronzo, cegliese di Bari, il poeta Bodini e il drammaturgo tarantino Cesare Giulio Viola, e ilfamosissimo calabrese Boccioni e il sardo Sironi, il napoletano Francesco Cangiullo, il siciliano Mazza e il musicista Casavola (Modugno 1891-Bari 1955), Pietro Pupino Carbonelli, che fu direttore de «La Gazzetta del Mezzogiorno» prima del 1943, tra gli altri. E sono riproposti testi di autori diversi con i giudizi più famosi, pazientemente raccolti per consentire un organico sguardo d'assieme sugli autori considerati.
Scrive, nella Presentazione, Egidio Pani: "Un volume, questo di Pasquale Sorrenti, accurato e completo, stimolante nel ricostruire epoche lontane seppur a noi così vicine. Sorrenti ripropone, come già fece con i suoi studi su Canudo, le sue raccolte di autori di teatro, di uomini di cultura della Puglia, un disegno - oh! quanto tenace, costante, validissimo per la fonte che viene a costituire per tutti gli studiosi - di una storia possibile della vicenda culturale della nostra Regione."

DAL TESTO – "L'opera di Mario Carli è tutta da rivalutare, tutta da rileggere (meglio da leggere), da ristampare in modo che la gente conosca il valore di questo grande scrittore e non si rifaccia all'aneddoto ma lo studii nei testi, tenendo presente che non si tratta di uno scrittore locale, bensì di uno scrittore meritevole di figurare nell'olimpo mondiale, anche se sappiamo già che si tratta di uno che ha bisogno di un pubblico elitario e non del lettore della domenica. I suoi versi, le sue prose sono per gente preparata e non per lettori di amenità. Noi fidiamo che ciò avvenga e non per spirito regionalistico, ma per colmare un vuoto desideroso di non esserlo più, per ridare alle idee, allo spirito, alla genialità di questo produttore di novità, com'è doveroso definire Mario Carli, al tempo stesso giornalista, scrittore, poeta, uomo d'azione, teorico, diplomatico in Sud America, direttore di parecchi giornali e riviste, tutte che hanno lasciato una traccia non delebile. Pensiamo che Mario Carli definibile come l'intellettuale del Futurismo ne abbia pieno diritto."

L'AUTORE – Pasquale Sorrenti (Bari, 22 marzo 1927 – Bari, 29 agosto 2003) è stato un saggista e poeta italiano. Scrittore e critico, è stato un animatore culturale della città di Bari nel Novecento. Nato a Bari il 22 marzo 1927 fin dalla più giovane età si appassiona al mondo dell'arte, del cinema, del teatro e della letteratura. Autodidatta, compra libri che divora e rivende per comprarne di nuovi. A soli diciannove anni, apre una bancarella e poi la sua prima libreria in un sottoscala. Pubblica i suoi primi scritti su "Il Rostro" un giornale di Taranto. Nel 1951 trasferisce la sua libreria in un locale commerciale, scrive poesie, novelle, commedie saggi sulla storia della Puglia e dei pugliesi. Amico di poeti tra cui Giuseppe Santoro e intellettuali come Giorgio Saponaro e Hrand Nazariantz che riceve nella sua libreria divenuta salotto letterario. È grazie all'amico Santoro che Pasquale conosce quella che poi diventerà sua moglie, la giovane poetessa Mariella Angeloro. Di Nazariantz fu per molti anni il biografo ufficiale in virtù del saggio pubblicato nel 1987 che ne raccoglie pensieri e racconti biografici fino ad allora inediti. Erudito e attivissimo ricercatore della tradizione culturale pugliese e di Terra di Bari in particolare a lui si deve la conservazione di notizie ormai altrimenti irreperibili sulla storia letteraria, artistica e musicale pugliese. Ha ricevuto numerosi premi. Per molti fu noto per la sua libreria che tenne con cura per oltre un 50 ennio a Bari in Via Andrea da Bari, nel cuore del centro murattiano del capoluogo pugliese. (Fonte: it.wikipedia.org/wiki/Pasquale_Sorrenti)
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IL LIBRO – Il movimento futurista è una pagina ancora aperta della cultura italiana. Il Fascismo sembrò essere la forma politica in cui venivano a concretizzarsi le teorie della innovazione morale e sociale del Futurismo. Lillusione durò lo spazio di un mattino, anche se molti quadri intellettuali fascisti - che diventarono classe dirigente nel giornalismo, nelle attività dello spettacolo, della editoria, della letteratura - si erano proprio formati con le esperienze futuriste.
  In verità la molla segreta del Futurismo è la sua (irripetibile nelletà dellarte-consumo) anima straordinariamente inquieta ed ambiguamente divisa tra impegno socio-politico e allegria del fantastico, tentazione della modernità tecnico-scientifica e ricreazione della purezza classica tra cultura internazionale e originalità provinciale.
  Questo bel volume di Pasquale Sorrenti non si limita a una puntuale ricostruzione della presenza culturale meridionale e pugliese nel Futurismo, in specie, ma fa emergere il contributo delle culture «periferiche», «provinciali» indicando (riscoprendo) vere personalità protagoniste come Mario Carli (San Severo 1889-Roma 1935) che è figura centrale del libro. E, con una gran massa di dati e di informazioni preziose - comè costume del Sorrenti - vengono ricordati: Abbatecola Oronzo, cegliese di Bari, il poeta Bodini e il drammaturgo tarantino Cesare Giulio Viola, e ilfamosissimo calabrese Boccioni e il sardo Sironi, il napoletano Francesco Cangiullo, il siciliano Mazza e il musicista Casavola (Modugno 1891-Bari 1955), Pietro Pupino Carbonelli, che fu direttore de «La Gazzetta del Mezzogiorno» prima del 1943, tra gli altri. E sono riproposti testi di autori diversi con i giudizi più famosi, pazientemente raccolti per consentire un organico sguardo dassieme sugli autori considerati.
  Scrive, nella Presentazione, Egidio Pani: Un volume, questo di Pasquale Sorrenti, accurato e completo, stimolante nel ricostruire epoche lontane seppur a noi così vicine. Sorrenti ripropone, come già fece con i suoi studi su Canudo, le sue raccolte di autori di teatro, di uomini di cultura della Puglia, un disegno - oh! quanto tenace, costante, validissimo per la fonte che viene a costituire per tutti gli studiosi - di una storia possibile della vicenda culturale della nostra Regione.

  DAL TESTO – Lopera di Mario Carli è tutta da rivalutare, tutta da rileggere (meglio da leggere), da ristampare in modo che la gente conosca il valore di questo grande scrittore e non si rifaccia allaneddoto ma lo studii nei testi, tenendo presente che non si tratta di uno scrittore locale, bensì di uno scrittore meritevole di figurare nellolimpo mondiale, anche se sappiamo già che si tratta di uno che ha bisogno di un pubblico elitario e non del lettore della domenica. I suoi versi, le sue prose sono per gente preparata e non per lettori di amenità. Noi fidiamo che ciò avvenga e non per spirito regionalistico, ma per colmare un vuoto desideroso di non esserlo più, per ridare alle idee, allo spirito, alla genialità di questo produttore di novità, comè doveroso definire Mario Carli, al tempo stesso giornalista, scrittore, poeta, uomo dazione, teorico, diplomatico in Sud America, direttore di parecchi giornali e riviste, tutte che hanno lasciato una traccia non delebile. Pensiamo che Mario Carli definibile come lintellettuale del Futurismo ne abbia pieno diritto.

  LAUTORE – Pasquale Sorrenti (Bari, 22 marzo 1927 – Bari, 29 agosto 2003) è stato un saggista e poeta italiano. Scrittore e critico, è stato un animatore culturale della città di Bari nel Novecento. Nato a Bari il 22 marzo 1927 fin dalla più giovane età si appassiona al mondo dellarte, del cinema, del teatro e della letteratura. Autodidatta, compra libri che divora e rivende per comprarne di nuovi. A soli diciannove anni, apre una bancarella e poi la sua prima libreria in un sottoscala. Pubblica i suoi primi scritti su Il Rostro un giornale di Taranto. Nel 1951 trasferisce la sua libreria in un locale commerciale, scrive poesie, novelle, commedie saggi sulla storia della Puglia e dei pugliesi. Amico di poeti tra cui Giuseppe Santoro e intellettuali come Giorgio Saponaro e Hrand Nazariantz che riceve nella sua libreria divenuta salotto letterario. È grazie allamico Santoro che Pasquale conosce quella che poi diventerà sua moglie, la giovane poetessa Mariella Angeloro. Di Nazariantz fu per molti anni il biografo ufficiale in virtù del saggio pubblicato nel 1987 che ne raccoglie pensieri e racconti biografici fino ad allora inediti. Erudito e attivissimo ricercatore della tradizione culturale pugliese e di Terra di Bari in particolare a lui si deve la conservazione di notizie ormai altrimenti irreperibili sulla storia letteraria, artistica e musicale pugliese. Ha ricevuto numerosi premi. Per molti fu noto per la sua libreria che tenne con cura per oltre un 50 ennio a Bari in Via Andrea da Bari, nel cuore del centro murattiano del capoluogo pugliese. (Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Pasquale_Sorrenti)

Doppio appuntamento in provincia di Taranto.
Oggi a Martina Franca e domani sera a Ginosa il Vice Presidente della Fondazione, Avv. Fabrizio Tatarella, presenterà il libro "Pinuccio Tatarella. Passione e intelligenza al servizio dell'Italia.
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Doppio appuntamento in provincia di Taranto.
Oggi a Martina Franca e domani sera a Ginosa il Vice Presidente della Fondazione, Avv. Fabrizio Tatarella, presenterà il libro Pinuccio Tatarella. Passione e intelligenza al servizio dellItalia.Image attachment
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