Fondazione Giuseppe Tatarella

ULTIME NEWS

Comments Box SVG iconsUsed for the like, share, comment, and reaction icons

Grazie a tutti coloro che ieri sera hanno partecipato alla presentazione del libro di Leonardo Giordano, “Sovranità italiana. Il cammino di un'idea da Virgilio ai nostri giorni”, edito da Historica Edizioni, introdotto dall’avv. Giuseppe Tatarella, direttore della Fondazione e moderato dal giornalista Michele De Feudis, con la preziosa partecipazione dei consiglieri della Fondazione Alleanza Nazionale, Gianni Alemanno e Antonio Tisci, e il prof. Giuseppe Incardona.

Presto, maggiori dettagli sul prossimo appuntamento.
... See MoreSee Less

ANNIVERSARIO NASCITA DI CROLLALANZA

Di Crollalanza nasce a Bari il 19 maggio 1892. Collaborò ai giornali, tra cui Il Corriere delle Puglie , La Gazzetta del Mezzogiorno e Il Popolo d'Italia . Combatté nella prima guerra mondiale e nel 1919 fondò l'Associazione Nazionale Combattenti di Bari. Il 23 marzo dello stesso anno fu nominato da Benito Mussolini segretario politico regionale dell'organizzazione fascista di Puglia e Lucania .

Aderì giovanissimo al Partito Nazionale Fascista (PNF). Nel 1922 partecipa alla marcia su Roma e nel 1924 viene eletto deputato del PNF. Nel 1926 fu eletto sindaco di Bari essendo il primo fascista a ricoprire la carica. Quando Di Crollalanza era in carica tentò di ricostruire Bari come nuovo centro del dominio fascista e di fare della città un ponte tra Oriente e Occidente su direttive di Mussolini.

Il 9 luglio 1928 fu nominato segretario di Stato ai lavori pubblici. Di Crollalanza fu ministro dei lavori pubblici nel periodo 1930-1935 nel gabinetto di Benito Mussolini. Oltre a questi incarichi Di Crollalanza continuò a ricoprire la carica di sindaco di Bari essendo rappresentato dal suo vice Vincenzo Vella. Nel 1935 Di Crollalanza fu nominato presidente di un'organizzazione giovanile fascista, l' Opera Nazionale Balilla . Nel 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana. Dopo la caduta del fascismo Di Crollalanza fu arrestato, ma fu presto scarcerato e riprese l'attività politica con il Movimento Sociale Italiano . Tra il 1953 e il 1986 ha prestato servizio al Senato italiano dal Movimento Sociale Italiano. Nel 1982, in occasione del suo novantesimo compleanno, il Presidente del Senato Amintore Fanfani gli conferì una medaglia d'oro.
Di Crollalanza morì a Roma il 18 gennaio 1986.

Fonte: Archivio storico Camera Dei Deputati
... See MoreSee Less

ANNIVERSARIO NASCITA DI CROLLALANZA

Di Crollalanza nasce a Bari il 19 maggio 1892.  Collaborò ai giornali, tra cui Il Corriere delle Puglie , La Gazzetta del Mezzogiorno e Il Popolo dItalia .  Combatté nella prima guerra mondiale e nel 1919 fondò lAssociazione Nazionale Combattenti di Bari. Il 23 marzo dello stesso anno fu nominato da Benito Mussolini segretario politico regionale dellorganizzazione fascista di Puglia e Lucania . 

Aderì giovanissimo al Partito Nazionale Fascista (PNF).  Nel 1922 partecipa alla marcia su Roma e nel 1924 viene eletto deputato del PNF. Nel 1926 fu eletto sindaco di Bari essendo il primo fascista a ricoprire la carica. Quando Di Crollalanza era in carica tentò di ricostruire Bari come nuovo centro del dominio fascista e di fare della città un ponte tra Oriente e Occidente su direttive di Mussolini. 

Il 9 luglio 1928 fu nominato segretario di Stato ai lavori pubblici. Di Crollalanza fu ministro dei lavori pubblici nel periodo 1930-1935 nel gabinetto di Benito Mussolini. Oltre a questi incarichi Di Crollalanza continuò a ricoprire la carica di sindaco di Bari essendo rappresentato dal suo vice Vincenzo Vella. Nel 1935 Di Crollalanza fu nominato presidente di unorganizzazione giovanile fascista, l Opera Nazionale Balilla . Nel 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana. Dopo la caduta del fascismo Di Crollalanza fu arrestato, ma fu presto scarcerato e riprese lattività politica con il Movimento Sociale Italiano . Tra il 1953 e il 1986 ha prestato servizio al Senato italiano dal Movimento Sociale Italiano. Nel 1982, in occasione del suo novantesimo compleanno, il Presidente del Senato Amintore Fanfani gli conferì una medaglia doro. 
Di Crollalanza morì a Roma il 18 gennaio 1986. 

Fonte: Archivio storico Camera Dei Deputati

Comment on Facebook

Grande Uomo e grande Politico!! Auguri Eccellenza!!!

GRANDE UOMO 💯💯💯💯💯💯🙏🙏🙏

a fatto tanto per Bari

Onore a Di Crollalanza

Auguri S.E

Un Grande,

Domenica 22 maggio alle ore11,00 in SICIGNANO degli ALBURNI (SA) nella Chiesa di San Matteo e Santa Margherita dal Parroco Don Romolo Barbarulo sarà celebrata una Santa Messa in suffragio di Donna Assunta e Giorgio Almirante. La celebrazione Eucaristica sarà trasmessa in DIRETTA striming sulla pagina fb "Antonio Fernicola candidato Presidente della Repubblica". Gli umili RICORDANO!

View more comments

Almerigo Grilz (Trieste, 11 aprile 1953 – Caia, 19 maggio 1987) è stato un giornalista e politico italiano, inviato di guerra indipendente.

La militanza politica

In gioventù è stato un dirigente del movimento studentesco Fronte della Gioventù (FdG) e del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale, nonché consigliere comunale a Trieste. Nel 1977 diventa dapprima capo del FdG triestino, poi vicesegretario nazionale per volontà dell'allora segretario Gianfranco Fini. Nello stesso anno si iscrive all'Albo dei giornalisti come pubblicista e collabora con il quindicinale del FdG Dissenso. Alterna, fin da giovanissimo, la passione per la militanza politica con quella per il "mestiere" dell'inviato, sempre freelance, nelle zone "calde" del pianeta. Fonda per questo alla fine degli anni '70 il "Centro Nazionale Audiovisivi", partendo da alcuni suoi servizi girati durante il conflitto in Libano tra i cristiano-maroniti.

Nel 1978, chiamato alle armi per il servizio militare di leva, è assegnato al 59º Battaglione Meccanizzato "Calabria", inquadrato nella Brigata meccanizzata "Isonzo" di stanza a Cividale del Friuli, e poco dopo si laurea in giurisprudenza. Poi la passione per il giornalismo di guerra diventa davvero il suo mestiere: a metà degli anni ottanta, Grilz decide abbracciare definitivamente ed esclusivamente la professione giornalistica. Lascia la politica e la carica di consigliere comunale missino a Trieste e parte per l'estero, rimanendo, per almeno dieci mesi, lontano dall'Italia.

Corrispondente di guerra

Almerigo Grilz è stato testimone di tutti i fronti di guerra dalla fine degli anni settanta alla morte: dall'Afghanistan in lotta contro l'Armata Rossa all'invasione israeliana del Libano e il conflitto tra drusi e maroniti a Beirut, dalle guerriglie etiopiche contro Menghistu al conflitto in Mozambico. Alle corrispondenze scritte unì dapprima foto e poi video, divenendo un apprezzato fotoreporter freelance.

Nel 1984 documentò il conflitto in Cambogia tra i guerriglieri di Pol Pot e l'esercito del governo-fantoccio filo-vietnamita. Raccontò, al confine tra Birmania e Thailandia, la guerra tra la minoranza etnica Karen e le truppe di Rangoon. Le sue immagini fecero il giro del mondo e vennero acquistate anche dalla CBS (Stati Uniti d'America), da France 3 e dall'NBC (USA). Successivamente questi grandi network gli commissionarono servizi in altre parti del mondo.

Per la NBC Grilz seguì la guerriglia comunista filippina e le cruciali elezioni del 1986, che portarono alla caduta del presidente uscente Ferdinando Marcos e alla vittoria delle opposizioni, capitanate da Corazon Aquino. I reportage di Grilz sono stati pubblicati su The Sunday Times, su Der Spiegel e su altre autorevoli riviste europee.

L'Albatross

Con Gian Micalessin e Fausto Biloslavo, con i quali condivideva la militanza nel Fronte della Gioventù, Grilz fondò nel 1983 l'agenzia giornalistica Albatross, che produsse servizi (scritti, fotografati e filmati) da gran parte delle aree del mondo interessate da eventi bellici, di guerriglia o rivoluzionari. L'agenzia vendette molti servizi a grandi emittenti televisive internazionali, in particolare anglosassoni. In Italia i reportage di Albatross vennero pubblicati sia su riviste specializzate, come Rivista italiana difesa, sia su periodici di larga tiratura come Panorama e furono mandati in onda dal TG1.

Il 19 maggio 1987, in Mozambico, nella provincia di Sofala, mentre con una cinepresa stava documentando una cruenta battaglia fra i miliziani anticomunisti della RENAMO, finanziati dal Sudafrica segregazionista, e i fedeli al governo in carica, cadde colpito da un "proiettile vagante". I suoi resti furono sepolti nei pressi del luogo dove trovò la morte.

La morte di Grilz fu ricordata per la televisione dal TG1 dal conduttore Paolo Frajese; per la carta stampata sul settimanale Il Sabato da Renato Farina, e da Ettore Mo, inviato nei "luoghi impossibili" per il Corriere della Sera.

Nel 2002 Gian Micalessin, desideroso di vedere gli ultimi luoghi nei quali è vissuto Grilz e, in particolare, di conoscere la sorte dei suoi resti, ha realizzato un documentario, filmato e montato assieme alle immagini girate dall'amico e collega fino all'ultimo istante prima di morire. Il documentario s'intitola L'albero di Almerigo.

Fonte: Wikipedia

In foto: Da sinistra, Gianfranco Fini, Giorgio Almirante, Maurizio Gasparri, Amerigo Grilz.
... See MoreSee Less

Almerigo Grilz (Trieste, 11 aprile 1953 – Caia, 19 maggio 1987) è stato un giornalista e politico italiano, inviato di guerra indipendente.

La militanza politica

In gioventù è stato un dirigente del movimento studentesco Fronte della Gioventù (FdG) e del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale, nonché consigliere comunale a Trieste. Nel 1977 diventa dapprima capo del FdG triestino, poi vicesegretario nazionale per volontà dellallora segretario Gianfranco Fini. Nello stesso anno si iscrive allAlbo dei giornalisti come pubblicista e collabora con il quindicinale del FdG Dissenso. Alterna, fin da giovanissimo, la passione per la militanza politica con quella per il mestiere dellinviato, sempre freelance, nelle zone calde del pianeta. Fonda per questo alla fine degli anni 70 il Centro Nazionale Audiovisivi, partendo da alcuni suoi servizi girati durante il conflitto in Libano tra i cristiano-maroniti.

Nel 1978, chiamato alle armi per il servizio militare di leva, è assegnato al 59º Battaglione Meccanizzato Calabria, inquadrato nella Brigata meccanizzata Isonzo di stanza a Cividale del Friuli, e poco dopo si laurea in giurisprudenza. Poi la passione per il giornalismo di guerra diventa davvero il suo mestiere: a metà degli anni ottanta, Grilz decide abbracciare definitivamente ed esclusivamente la professione giornalistica. Lascia la politica e la carica di consigliere comunale missino a Trieste e parte per lestero, rimanendo, per almeno dieci mesi, lontano dallItalia.

Corrispondente di guerra

Almerigo Grilz è stato testimone di tutti i fronti di guerra dalla fine degli anni settanta alla morte: dallAfghanistan in lotta contro lArmata Rossa allinvasione israeliana del Libano e il conflitto tra drusi e maroniti a Beirut, dalle guerriglie etiopiche contro Menghistu al conflitto in Mozambico. Alle corrispondenze scritte unì dapprima foto e poi video, divenendo un apprezzato fotoreporter freelance.

Nel 1984 documentò il conflitto in Cambogia tra i guerriglieri di Pol Pot e lesercito del governo-fantoccio filo-vietnamita. Raccontò, al confine tra Birmania e Thailandia, la guerra tra la minoranza etnica Karen e le truppe di Rangoon. Le sue immagini fecero il giro del mondo e vennero acquistate anche dalla CBS (Stati Uniti dAmerica), da France 3 e dallNBC (USA). Successivamente questi grandi network gli commissionarono servizi in altre parti del mondo.

Per la NBC Grilz seguì la guerriglia comunista filippina e le cruciali elezioni del 1986, che portarono alla caduta del presidente uscente Ferdinando Marcos e alla vittoria delle opposizioni, capitanate da Corazon Aquino. I reportage di Grilz sono stati pubblicati su The Sunday Times, su Der Spiegel e su altre autorevoli riviste europee.

LAlbatross

Con Gian Micalessin e Fausto Biloslavo, con i quali condivideva la militanza nel Fronte della Gioventù, Grilz fondò nel 1983 lagenzia giornalistica Albatross, che produsse servizi (scritti, fotografati e filmati) da gran parte delle aree del mondo interessate da eventi bellici, di guerriglia o rivoluzionari. Lagenzia vendette molti servizi a grandi emittenti televisive internazionali, in particolare anglosassoni. In Italia i reportage di Albatross vennero pubblicati sia su riviste specializzate, come Rivista italiana difesa, sia su periodici di larga tiratura come Panorama e furono mandati in onda dal TG1.

Il 19 maggio 1987, in Mozambico, nella provincia di Sofala, mentre con una cinepresa stava documentando una cruenta battaglia fra i miliziani anticomunisti della RENAMO, finanziati dal Sudafrica segregazionista, e i fedeli al governo in carica, cadde colpito da un proiettile vagante. I suoi resti furono sepolti nei pressi del luogo dove trovò la morte.

La morte di Grilz fu ricordata per la televisione dal TG1 dal conduttore Paolo Frajese; per la carta stampata sul settimanale Il Sabato da Renato Farina, e da Ettore Mo, inviato nei luoghi impossibili per il Corriere della Sera.

Nel 2002 Gian Micalessin, desideroso di vedere gli ultimi luoghi nei quali è vissuto Grilz e, in particolare, di conoscere la sorte dei suoi resti, ha realizzato un documentario, filmato e montato assieme alle immagini girate dallamico e collega fino allultimo istante prima di morire. Il documentario sintitola Lalbero di Almerigo.

Fonte: Wikipedia

In foto: Da sinistra, Gianfranco Fini, Giorgio Almirante, Maurizio Gasparri, Amerigo Grilz.

Il CPAC, il più importante evento dei repubblicani americani arriva in Europa. A Budapest, tra i relatori Tucker Carlson, Orbán, Rick Santorum, Abascal, interverrà anche il presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei per parlare del futuro dell’Europa. #CPAC #CenterForFundamentalRights ... See MoreSee Less

Il CPAC, il più importante evento dei repubblicani americani arriva in Europa. A Budapest, tra i relatori Tucker Carlson, Orbán, Rick Santorum, Abascal, interverrà anche il presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei per parlare del futuro dell’Europa. #CPAC #CenterForFundamentalRights

“Sovranità italiana” il nuovo libro di Leonardo Giordano per la rassegna della Fondazione Tatarella

Giovedì 19 maggio alle ore 18.30 Biblioteca della Fondazione

La Fondazione Tatarella, nell’ambito della rassegna “Incontri d’Autore” ospiterà Leonardo Giordano, per presentare il suo ultimo libro, “Sovranità italiana. Il cammino di un'idea da Virgilio ai nostri giorni”, giovedì 19 maggio 2022, alle ore 18.30, presso la Biblioteca della Fondazione, in via Piccinni, 97.
Il nuovo libro di Giordano, edito da Historica Edizioni, introdotto dall’avv. Giuseppe Tatarella, direttore della Fondazione e moderato dal giornalista Michele De Feudis, vedrà la partecipazione dei consiglieri della Fondazione Alleanza Nazionale, Gianni Alemanno e Antonio Tisci, e il prof. Giuseppe Incardona.
Il saggio, edito da Historica edizioni, approfondisce i temi dell’identità e della sovranità nazionale e popolare, che sempre più spesso vengono demonizzati nel dibattito politico-culturale in tutta Europa. Secondo l’autore quello che è stato spregiativamente definito sovranismo ha avuto precursori, anticipatori, padri ideali che, con grande sorpresa, provengono da un variegato ed eterogeneo retroterra culturale e ideologico pur accomunati da questa categoria della politica che è la sovranità nazionale e popolare.
Al centro del libro, due domande: “le espressioni sovranità nazionale e sovranità popolare, con i loro significati politici, sono proprie del lessico politico contemporaneo? Vi sono stati nel passato e nella nostra tradizione politico-culturale autori e politici che ne hanno parlato nelle loro opere e cercato di tradurle in atti concreti di governo?"

*L’ingresso è libero
... See MoreSee Less

“Sovranità italiana” il nuovo libro di Leonardo Giordano per la rassegna della Fondazione Tatarella

Giovedì 19 maggio alle ore 18.30 Biblioteca della Fondazione
 
La Fondazione Tatarella, nell’ambito della rassegna “Incontri d’Autore” ospiterà Leonardo Giordano, per presentare il suo ultimo libro, “Sovranità italiana. Il cammino di unidea da Virgilio ai nostri giorni”, giovedì 19 maggio 2022, alle ore 18.30, presso la Biblioteca della Fondazione, in via Piccinni, 97.
Il nuovo libro di Giordano, edito da Historica Edizioni, introdotto dall’avv. Giuseppe Tatarella, direttore della Fondazione e moderato dal giornalista Michele De Feudis, vedrà la partecipazione dei consiglieri della Fondazione Alleanza Nazionale, Gianni Alemanno e Antonio Tisci, e il prof. Giuseppe Incardona. 
Il saggio, edito da Historica edizioni, approfondisce i temi dell’identità e della sovranità nazionale e popolare, che sempre più spesso vengono demonizzati nel dibattito politico-culturale in tutta Europa. Secondo l’autore quello che è stato spregiativamente definito sovranismo ha avuto precursori, anticipatori, padri ideali che, con grande sorpresa, provengono da un variegato ed eterogeneo retroterra culturale e ideologico pur accomunati da questa categoria della politica che è la sovranità nazionale e popolare. 
Al centro del libro, due domande: “le espressioni sovranità nazionale e sovranità popolare, con i loro significati politici, sono proprie del lessico politico contemporaneo? Vi sono stati nel passato e nella nostra tradizione politico-culturale autori e politici che ne hanno parlato nelle loro opere e cercato di tradurle in atti concreti di governo?
 
*L’ingresso è libero

Si è conclusa la terza lezione della scuola di formazione politica. #FondazioneTatarella #ECR ... See MoreSee Less

Si è conclusa la terza lezione della scuola di formazione politica. #FondazioneTatarella #ECR
Load more

VIDEO

CALENDARIO

Comments Box SVG iconsUsed for the like, share, comment, and reaction icons

Nessun evento in programma