Giuseppe Tatarella

Giuseppe Tatarella detto Pinuccio  nato a Cerignola il 17 settembre1935 e scomparso a Torino il 9 febbraio del 1999 è stato deputato ininterrottamente per quasi vent’anni dal 3 giugno 1979. A partire dall’IX legislatura è stato presidente del gruppo parlamentare del Msi e po del gruppo di Alleanza nazionale, partito che ha fondato. Dal febbraio del 1997 ha ricoperto l’incarico di vicepresidente della Commissione parlamentare per le riforme costituzionali presieduta da Massimo D’alema.

E’ stato Vice Presidente del consiglio dei Ministri e Ministro per le telecomunicazione nel pirmo governo Berlusconi nel’94. E’ stato consigliere comunale in diversi piccoli comuni (Noicattaro, Canosa, Noci), assessore alla cultura al comune di Bari. Ha fondato Puglia d’oggi che ancora oggi esce in suo onore. Promotore del nuovo sistema elettorale regionale, detto appunto tatarellum. Esponente dell’area moderata di AN, fu l’artefice della vittoria al congresso di Sorrento che portò Gianfranco Fini al vertice del Msi.

Amava definirsi il numero uno-bis di AN. Per il suo ruolo di mediazione come Vicepresidente del Consiglio dei Ministri durante il governo Berlusconi I, si autodefinì «ministro dell’Armonia» e con tale appellativo continua ad essere ricordato tutt’ora. Ancora forte e vivo nel mondo politico è rimasto il suo pensiero e l’insegnamento politico, profondamente radicato in certe peculiarità della cultura politica nazionale: in particolare, la polemica contro i “poteri forti” (termine da lui coniato per definire potentati economici internazionali capaci di orientare le scelte dei decisori politici in tempi di stabilità istituzionale e di rovesciare quelli scomodi in tempi di evoluzione dello scenario globale).

Animatore di diverse riviste, da Repubblica Presidenziale a CentroDestra e Millennio, diresse alcuni giornali come Il Roma e Puglia d’Oggi, e pubblicò anche alcuni libri: Democrazia e religione, Foggia, Gruppo Universitario Fiamma, 1956; Nel feudo di Moro, Bari, Agenzia Sudas, 1960; Lo scandalo edilizio al Comune di Bari, Bari, Agenzia Sudas, 1964; La semieleggibilità a parlamentare del consigliere regionale. Commento critico alla sentenza politica n. 5 del’78 della Corte Costituzionale, Bari, Edizioni Puglia d’oggi, 1978; Bari, la cultura nella piazza mediterranea, Napoli, Edizioni del Roma, 1998.

Giuseppe, Pinuccio, Tatarella nasce il 17 settembre del 1935 a Cerignola (Fg), città che ha dato i natali anche a Nicola Zingarelli (31 agosto 1860 – Milano, 6 giugno 1935) filologo, dantista, autore dell’omonimo vocabolario della lingua italiana, Accademico della Crusca e Accademico di Arcadia, a Giuseppe Pavoncelli (26 agosto 1836 – Napoli,1 maggio 1910), Deputato del Regno e Ministro dei Lavori Pubblici (1897 – 1898) nel Governo Di Rudini e primo Presidente della Società per l’Acquedotto pugliese, a Giuseppe Caradonna (5 ottobre 1891 – Roma, 14 marzo 1963), Deputato del Regno, Sottosegretario alle Poste e Comunicazioni nel Governo Mussolini, a don Antonio Palladino (10 novembre 1881- 15 maggio 1926) Venerabile Servo di Dio, a Giuseppe Di Vittorio (11 agosto 1892 – Lecco, 3 novembre 1957), Deputato del Regno, della Costituente e della Repubblica, Segretario nazionale della Cgil e Presidente della Federazione Sindacale Mondiale e ha ospitato, dal 1888 al 1892, Pietro Mascagni (Livorno, 7 dicembre 1863 – Roma, 2 agosto 1945), che vi compose Cavalleria Rusticana.

Anni '40: Padre Pio da Pietralcina dà la Prima Comunione al piccolo Giuseppe TatarellaFiglio primogenito di famiglia borghese e religiosa, padre commerciante e madre casalinga, riceve la Prima Comunione a San Giovanni Rotondo, direttamente dalle mani di Padre Pio, che paternamente gli sussurra: “Mi raccomando, Pinù“.
Da studente frequenta il Collegio nazionale Ruggero Bonghi di Lucera, il Liceo classico Nicola Zingarelli di Cerignola, l’Università di Bari, sostenendo l’esame di diritto penale con il prof. Aldo Moro, e l’Università di Macerata, dove il 28 febbraio 1958 si laurea in giurisprudenza. Supera l’esame di Procuratore legale e svolge la pratica forense presso lo studio dell’avv. Achille Tarsia Incuria in Bari, ma, con grande rammarico dell’avv. Aurelio Gironda, che lo avrebbe voluto suo collega di studio, cuore e testa guardano più alle aule parlamentari che a quelle giudiziarie.

Giovanissimo si iscrive all’organizzazione giovanile del Msi, il Raggruppamento giovanile studenti e lavoratori, del quale diventa segretario provinciale di Foggia. Nel 1954 fonda, con Massimo Anderson, Pietro Cerullo, Fausto Gianfranceschi, Angelo Nicosia e Fabio De Felice, la Giovane Italia, associazione studentesca nazionale, che assume subito una non irrilevante importanza nel mondo studentesco, organizzando grandi manifestazioni negli anni ’50 e ’60 per il ritorno di Trieste all’Italia, contro l’invasione russa dell’Ungheria, per l’italianità dell’Alto Adige e contro la repressione sovietica a Danzica.

Nella Giovane Italia é componente dell’Esecutivo nazionale e responsabile del settore Scuola.

Collabora a giornali e riviste di destra, Azione, Carattere, Il Nazionale, Il Picchio verde, L’Universale, Vent’anni, Giovinezza, Meridiano sud, Il Borghese, l’Italiano, lo Specchio, Il Tempo, Il Secolo d’Italia, Il Gazzettino Dauno, e nel ’56, a Foggia, per le edizioni del Gruppo Universitario Fiamma, pubblica Democrazia e religione, un saggio sul cattolicesimo e la politica, che denuncia i rischi di un cedimento dei cattolici a sinistra.

Negli anni dell’università viene eletto per il Fuan, Fronte universitario di azione nazionale, nell’Oruab, organismo rappresentativo degli universitari dell’ateneo barese e nell’Unuri, l’organismo rappresentativo nazionale degli studenti universitari, prima palestra politica di numerose leve di futuri parlamentari.

Nel Msi entra nella Direzione nazionale e collabora attivamente con l’on. Ernesto De Marzio, vice Segretario nazionale e poi Presidente del gruppo parlamentare della Camera. De Marzio lo coinvolge anche nell’attività del Centro di vita italiano, associazione culturale, che promuove alcuni convegni internazionali, con la partecipazione di importanti scrittori e intellettuali stranieri fra i quali Gabriel Marcel, John Dos Passos e Russell Kirk.

Testata Puglia d'oggiA Bari fonda e dirige prima la Sudas, Sud Agenzia Stampa, e poi Puglia d’oggi, giornale che si caratterizza immediatamente per numerose inchieste contro il malcostume politico del tempo e per alcune battaglie contro la pressione fiscale. Per breve tempo Puglia d’oggi diventa anche quotidiano della sera, ma La Gazzetta del Mezzogiorno, con la regia della dc, fa uscire anche un suo quotidiano pomeridiano che stronca l’iniziativa editoriale della destra.

Nel 1960 pubblica, a Bari, per le edizioni dell’Agenzia Sudas, Nel feudo di Moro, un’ accurata inchiesta sulle ramificazioni di potere in Puglia della dc e della corrente morotea in particolare.

Libri di Giuseppe Tatarella

Nel 1962 viene eletto Consigliere comunale di Bari, risultando in seguito sempre rieletto sino al 1990.

Nel corso degli anni é eletto Consigliere comunale anche a Trani, Cavallino, Canosa, Polignano e Noci, legando la sua candidatura e la sua presenza in consiglio a specifiche campagne moralizzatrici condotte con Puglia d’oggi e in raccordo con le locali rappresentanze del Msi.

Nel 1963 si candida alla Camera, risultando il primo dei non eletti per solo 161 voti. Durante la campagna elettorale viene distribuito l’opuscolo Le inchieste di Tatarella, che riassume tutte le battaglie giornalistiche e politiche condotte in Consiglio comunale e con Puglia d’oggi.

Nel I963 pubblica Quando Moro non era Moro, una rassegna documentata e commentata di scritti del Moro della prima fase,collocato nell’area cattolica e molto diverso dal Moro, che si accingeva ad aprire ai socialisti. L’opuscolo, durante il congresso nazionale della Dc in corso a Napoli, viene recapitato a tutti i congressisti e a tutti i giornalisti accreditati.

Consigliere regionaleNel 1964 a Bari pubblica, per le edizioni dell’Agenzia Sudas, Lo scandalo edilizio al Comune di Bari, un’inchiesta giornalistica di Puglia d’oggi, che costringe alle dimissioni la giunta comunale di centrosinistra.

Nel 1970 é eletto Consigliere regionale della Puglia. Come capogruppo del Msi, partecipa alla stesura del primo Statuto della Regione Puglia e pubblica l’opuscolo “La Destra Nazionale per lo statuto pugliese“.

Nel 1975 é rieletto Consigliere regionale e confermato capogruppo. Il suo impegno in registra registra numerose proposte di legge, tra cui: “Istituzione del difensore civico della regione Puglia”; “Anagrafe tributaria dei Consiglieri regionali – approvata” e “Istituzione dei consultori familiari – approvata”.

Tutta l’attività di consigliere regionale è consultabile dal portale del Consiglio della regione Puglia.

Partecipa attivamente alla vita interna del Msi. Sempre schierato nell’area moderata, saluta con grande favore la nascita del Msi Destra Nazionale e l’ingresso della componente monarchica.

Dà vita con Massimo Anderson e Pietro Cerullo alla corrente Destra popolare, ma resta nel Msi Dn, quando De Marzio e numerosi altri parlamentari lasciano il partito per dar vita a Democrazia nazionale.

Don OlindoNel 1976 per dare concretezza al suo progetto di destra aperta, cattolica e moderata, candida alla Camera un sacerdote, don Olindo Del Donno. Scelta talmente felice da attirare su Del Donno un numero tanto elevato di preferenze, da favorirne l’elezione a Deputato a suo discapito.

Rientrato in Consiglio regionale, la sua vicenda diventa un interessante caso politico giudiziario, che arriva sino all’esame della Corte Costituzionale, dove Tatarella ottiene un parziale successo con la declaratoria di incostituzionalità della legge elettorale. In margine a questa vicenda, nel 1978 a Bari, per le edizioni di Puglia d’oggi, pubblica La semieleggibilità a parlamentare del Consigliere regionale. Commento critico alla sentenza politica n. 5 del 78 della Corte incostituzionale. Successivamente la legge elettorale viene modificata, accogliendo i rilievi mossi da Tatarella.

Nel 1979 é il primo degli eletti alla Camera con il Msi dn, nella circoscrizione Bari – Foggia, risultando poi sempre rieletto sino alle elezioni del 1996.
Il suo impegno in Parlamento registra 575 proposte di legge, 1501 atti di indirizzo e controllo (interrogazioni, interpellanze, mozioni ed ordini del giorno) e 134 interventi.

Entra in Commissione Giustizia e firma la sua prima proposta di legge per la istituzione del Difensore Civico nelle Regioni. Con la sua seconda proposta di legge, cofirmata da Giorgio Almirante e tutto il gruppo parlamentare del Msi. Dn, chiede la costituzione di una Commissione d’inchiesta sullo scandalo Sindona, della quale diventa poi componente. Sue anche le proposte di legge in materia di cinematografia; istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e su altre associazioni criminali e similari; sulla regolarità dell’attività svolta da NOMISMA spa. Tutta l’attività parlamentare di Tatarella è consultabile sul sito della Camera dei Deputati.

Nel Msi dn ricopre per molti anni la carica di Segretario regionale della Puglia e di Dirigente nazionale del Settore Enti Locali, rilanciando la rivista Comune Nazionale e promuovendo una petizione popolare per l’elezione diretta del Sindaco, che raccoglie molti consensi in tutto il Paese.

Nel 1983 fonda un istituto culturale di ricerca, l’Istituto Prezzolini, col quale organizza importanti convegni sui grandi temi della città di Bari e della Puglia e crea una nuova rivista Puglia tradizione.

Nel 1987 fonda con Luciano Laffranco e Ugo Martinat la corrente Destra in movimento e al congresso di Sorrento porta Gianfranco Fini alla segreteria nazionale del Msi.

Nel 1991, dopo l’insuccesso delle elezioni regionali in Sicilia, guida la contestazione al Segretario Pino Rauti, che si dimette, e favorisce nuovamente l’elezione di Gianfranco Fini.

Nel 1993 promuove, con un lungo ed intensissimo lavoro politico, giornalistico e culturale la costituzione di Alleanza nazionale e accompagna ogni sua iniziativa politica, con la creazione di “riviste di scopo”. Nascono così prima Destra politica, e poi Repubblica Predidenziale, il Centrodestra e Millennio.

È il proponente della legge elettorale regionale, che prende il nome di “tatarellum”, un misto di proporzionale e maggioritario, che si rivela molto efficiente.

Nel 1994 è nominato Ministro delle Poste e Telecomunicazioni nel primo Governo Berlusconi e Vice Presidente vicario del Consiglio dei Ministri. Assente Berlusconi, è il primo esponente della destra italiana nel dopoguerra a presiedere un Consiglio dei Ministri. Per la sua capacità di dirimere i contrasti, capire le ragioni dell’avversario e ricercare il possibile accordo si guadagna il titolo di “Ministro dell’Armonia.

Prevede per primo la caduta del Governo Berlusconi, ipotizzando in una intervista alla Stampa, l’ostilità preconcetta dei “poteri forti”. Prosegue il suo impegno politico, auspicando l’allargamento del Polo delle Libertà, promuovendo il movimento Oltre il Polo.

Guida, sino alla sua scomparsa, il gruppo parlamentare di Alleanza nazionale alla Camera.

Il 5 febbraio del 1997 é eletto Vice Presidente della Commissione parlamentare per le riforme costituzionali.

Rileva la testata del Roma, il più antico quotidiano del Mezzogiorno, e lo riporta nelle edicole, arricchito da una edizione pugliese

Nel 1997 viene nominato Assessore alla Cultura e al Mediterraneo del Comune di Bari e promuove il primo Capodanno in piazza. L’iniziativa provoca qualche polemica. É l’occasione per pubblicare, con le Edizioni del Roma, l’ultima sua fatica, Bari, la cultura nella piazza mediterranea.

Da Assessore alla Cultura e Turismo per il Mediterraneo organizza: il premio letterario Città di Bari – Costiera del Levante; Art & Maggio; Corteo di S.Nicola; il Convegno internazionale su Gian Battista Vico; la Festa del popolo con Renzo Arbore; Capodanno in piazza;nel ’98 in collaborazione con il regista Valerio Festi la Festa del Mare; la Settimana Tunisina; il Convegno sulle Crociate; il Gemellaggio con Rovaniemi.

Muore a Torino, l’8 febbraio del 1999, durante un poco chiaro intervento chirurgico di trapianto del fegato, al quale si sottopone aspettando il suo turno.

La camera ardente, prima nell’aula consigliare del Comune di Bari, e poi in quella del Comune di Cerignola, vede sfilare migliaia di cittadini che gli rendono omaggio. La cerimonia funebre si svolge prima nella Basilica di San Nicola a Bari e poi nel Duomo di Cerignola.

La Camera lo commemora nella seduta del 11/02/1999 con gli interventi di Violante, D’Alema e Fini.

La sua salma riposa nella tomba di famiglia nel Cimitero di Cerignola.

Il Comune di Cerignola gli ha intitolato il nuovo Ospedale.

Il 17 settembre del 1935 Giuseppe, Pinuccio, Tatarella nasce il a Cerignola (FG).

Il 28 febbraio 1958 si laurea in giurisprudenza l’Università di Macerata.

Nel 1954 fonda, con Massimo Anderson, Pietro Cerullo, Fausto Gianfranceschi, Angelo Nicosia e Fabio De Felice, la Giovane Italia, associazione studentesca nazionale.

Nel 1962 viene eletto Consigliere comunale di Bari, risultando in seguito sempre rieletto sino al 1990.

Nel 1970 é eletto Consigliere regionale della Puglia. Come capogruppo del Msi, partecipa alla stesura del primo Statuto della Regione Puglia e pubblica l’opuscolo “La Destra Nazionale per lo statuto pugliese“.

Nel 1979 é il primo degli eletti alla Camera con il Msi-dn, nella circoscrizione Bari – Foggia, risultando poi sempre rieletto sino alle elezioni politiche del 1996 nel collegio uninominale di Bari.

Nel 1983 fonda un istituto culturale di ricerca, l’Istituto Prezzolini, col quale organizza importanti convegni sui grandi temi della città di Bari e della Puglia e crea una nuova rivista Puglia tradizione.

Nel 1987 fonda con Luciano Laffranco e Ugo Martinat la corrente Destra in movimento e al congresso di Sorrento porta Gianfranco Fini alla segreteria nazionale del Msi.

Nel 1994 è nominato Ministro delle Poste e Telecomunicazioni nel primo Governo Berlusconi e Vice Presidente vicario del Consiglio dei Ministri. Assente Berlusconi, è il primo esponente della destra italiana nel dopoguerra a presiedere un Consiglio dei Ministri. Per la sua capacità di dirimere i contrasti, capire le ragioni dell’avversario e ricercare il possibile accordo si guadagna il titolo di “Ministro dell’Armonia.

Dal 1995 guida, sino alla sua scomparsa, il gruppo parlamentare di Alleanza nazionale alla Camera.

Il 5 febbraio del 1997 é eletto Vice Presidente della Commissione parlamentare per le riforme costituzionali.

Nell’agosto del 1997 rileva la testata del “Roma”, il più antico quotidiano del Mezzogiorno, e lo riporta nelle edicole, arricchito da una edizione pugliese

Nel 1997 viene nominato Assessore alla Cultura e al Mediterraneo del Comune di Bari e promuove il primo Capodanno in piazza. L’iniziativa provoca qualche polemica. É l’occasione per pubblicare, con le Edizioni del Roma, l’ultima sua fatica, Bari, la cultura nella piazza mediterranea.

Muore a Torino, l’8 febbraio del 1999, durante un poco chiaro intervento chirurgico di trapianto del fegato, al quale si sottopone aspettando il suo turno.